RELAZIONE   Via Da Roit  PUNTA ÀGORDO

PUNTA AGORDO m 2290  Via Da Roit  Parete Ovest
Via bellissima su roccia ottima e sempre appigliata. 

La parete Ovest della Punta è caratterizzata nella parte inferiore da un grande diedro e nella parte superiore da una serie di camini.

La via segue interamente il grande diedro della parete Ovest, raggiunge una grande terrazza detritica inclinata e prosegue per una serie di camini del torrione terminale, fino alla vetta.

Molto sicura grazie alla buona chiodatura ed alla frequente possibilità di posizionare sicurezze efficaci nei pochi punti difficili. 
Salita mai banale e sempre divertente in un ambiente di rara bellezza. 
Primi salitori:  A. Da Roit, C. Zanvettor, M. Facciotto, A. Penasa, 21 luglio 1941 
Dislivello:  300 m 
Sviluppo:  390 m 
Difficoltà:  IV+, max: V, D
Tempi:  4 – 5 ore. 
Roccia:  ottima
Materiale:  cordini, dadi; 2 – 3 chiodi; soste attrezzate. 
ACCESSO 
Dal Rifugio Vazzoler seguire il sentiero per il Rifugio Tissi (segn. 560), oltrepassare il bivio per le Case Favretti e  
dopo una ripida rampa arrivare al Pian di Pelsa, ampio prato ad Ovest della Torre Venezia. 
Abbandonare il sentiero poco dopo un grande masso in mezzo al prato e salire a destra per tracce sul bordo 
destro del ghiaione che scende dalla Punta Agordo e che fascia i versanti Ovest della Torre Venezia e della Punta Agordo. 
Salire il ghiaione per tracce fino alla base delle rocce della Punta Agordo,  piegare a destra verso la Torre Venezia in discesa. 
Al termine della breve discesa salire a sinistra per erba e si è sotto le rocce inclinate dello zoccolo del diedro O della Punta Agordo. 
SALITA 
1)  Rimontare lo zoccolo su rocce solide con presenza di un po’ d’erba. 
Raggiungere la sommità sotto il grande diedro su un comodo spiazzo. 60 m, 2°. 
2)  Iniziare la scalata del diedro su roccia levigata dall’acqua lungo una fessura che corre lungo la faccia destra del diedro in 
leggera diagonale a sinistra (15 m, 3°, 1C), spostandosi poi verso la fessura nel fondo del diedro (5 m, 4°-, 2C). 
Scalare ora nel fondo del diedro fino a raggiungere una sosta sotto un restringimento del diedro che diventa camino  (20 m, 4°, 1 pass. 4°+).
40 m; 3°+, 4°, pass. 4°+; 3C. 
3)  Scalare direttamente il camino in opposizione (5 m, 5°, 1C). 
All’altezza di un chiodo passare a sinistra su parete che porta ad un terrazzino ghiaioso nel fondo del diedro (10 m, 4°-, 2C). 
Rimontare la fessura principale (10 m, 4°, 1C), poi spostarsi sulla faccia sinistra raggiungendo una altra fessura (5 m, 3°+) che corre in diagonale
verso destra ricongiungendosi in alto con il fondo del diedro (10 m, 4°, 1C) poco sotto un ripiano che si raggiunge (5 m, 2°). 
50 m; 5°, 4°, pass. 4°+; 5C. 
4)  Dalla sosta traversare a sinistra lungo una facile cengia (5 m, 1°), per poi risalire una rampa obliqua a destra che porta ad un 
primo terrazzino con detriti (5 m. a sinistra del fondo del diedro) (15 m, 4°). 
Rimontare delle rocce facili fino a uno slargo nel fondo del diedro che qui si apre in varie fessure chiuse da qualche strapiombo (15 m, 2°). 
45 m, 1°, 3°, 4°. 
5)  Poco a sinistra della fessura principale corre una fessura che in alto porta sul bordo sinistro dello strapiombo giallo. 
Scalare la fessura fino all’altezza del bordo dello strapiombo (20 m, 4°, pass. 4°+, 2C). 
Dalla CL a sinistra del bordo dello strapiombo traversare a destra portandosi nella fessura principale (5 m, 5°-). 
Rimontare ora la fessura-camino sul lato destro o in spaccata (10 m, 4°, 2C) raggiungendo il bordo della grande terrazza detritica inclinata
sotto la parte terminale della parete Ovest. 
40 m; 4°+, 4°, pass. 5°-; 4C, 1S, 2CL, 2CF. 
6)  Risalire la terrazza detritica su tracce prima un pò verso destra (verso la Torre Venezia) e poi diritto in direzione 
della fessura che incide in mezzo la parte alta della Punta Agordo. 
Fermarsi alla base di un caminetto (a sinistra) e di un canalino (a destra) dove riprende la parete rocciosa in corrispondenza di 1CF. 
100 m; 1°, 2°; 1CF. 
7)  Scalare il caminetto e la parete articolata alla sua sinistra (15 m, 3°, pass. 4°) riportandosi su terreno facile con erba e detriti, proseguire fino alla 
base di un sistema di fessure al centro della parete terminale (25 m, 2°),  sostare su clessidra. 
40 m; 4°, 3°. 
8)  Sulla destra corre una fessura da seguire fin sotto un leggero e piccolo strapiombo che la ostruisce 
(12 m, 3°, 4°, 1C). 
Alla base dello strapiombo traversare a sinistra  (3 m, 4°+) quasi dentro ad una nicchia (5 m, 4°; 1CL). 
Non entrare nella nicchia ma traversare verso destra, sotto una fascia strapiombante, per riportarsi 
sulla continuazione della fessura che avevamo lasciato (3 m, 5°). 
Scalare nuovamente la fessura che, dopo alcuni metri ripidi (3 m, 4°+), si apre e si appoggia (10 m, 3° e pass. 4°, 1C),  termina in uno spiazzo detritico (5 m, 1° )
Continuare diritto fin sotto una fessura verticale. 40 m; 4°, 4°+, pass. 5°; 1C, 1CL, 2CF. 
9)  40 m; IV  Salire la fessura interamente.
10)  Dalla sosta salire verso destra un camino di roccia rotta  (15 m, 3°) fino ad uno spiazzo ghiaioso (10 m, 2°). 
Salire la seconda parte del camino che alla fine ha un masso incastrato (10 m, 4°-, 4°+) subito oltre il quale si raggiunge la cima (5 m, 1°, ometto).
 40 m; 3°, 4°, pass. 4°+. 
DISCESA 
La discesa è segnalata da ometti, le indicazioni sono viso a valle. 
Dalla cima verso N (nella direzione opposta alla Torre Venezia) si vede un arco naturale di roccia sotto il quale si passerà. 
Andare verso l’arco fino ad un mugo con cordone ed anello dal quale calarsi nel sottostante canalone (CD, 20 m.). 
Risalire delle roccette verso Nord (sinistra) all’ometto e poi in piano all' arco naturale. 
Passare sotto e scendere verso destra su erba e detriti per circa 100 m. verso il canalone che scende dalla Forcella di Pelsa e 
divide la Torre Venezia dalla Punta Agordo. 
Scendere in arrampicata un salto di rocce ripide sempre in direzione del canalone (30 m, pass. di 2°). 
Riprendere a scendere su ripida erba e detriti (ometti), tagliare poi verso destra  su una cengia con sentiero che 
aggira la base delle rocce della Punta Agordo e con un ultimo salto di rocce si arriva nel canalone sotto la Forcella di Pelsa. 
Non scenderlo, ma percorrere sulla destra la larga cengia sotto la parete della Torre Venezia fin sul pulpito dove finisce. 
Qui iniziano i segni rossi della via di discesa della Torre Venezia. 
Abbassarsi per roccette (pass. di 2°) e canalini nel fondo del canalone di Pelsa, fin sopra un salto formato da un grande masso. 
Effettuare una corda doppia (anello sulla destra, CD 15 m), scendere ancora un pò lungo il canalone, uscire a destra appena
possibile per una cengia (pass. 2°) oltre la quale un ripido sentiero tra i mughi porta al Rifugio Vazzoler. 
(ore 2 dalla cima)