TOFANA di ROZES    Via PAOLO VI

DIRETTISSIMA per PARETE S.E. (Via PAOLO VI).

Primi salitori:  I. Lorenzi, B. Menardi, A. Michielli, C. Gandini e A. Zardini, 17-22 VI 1963

Difficoltà tradizionale:  6°+ e  A2

Difficoltà in libera:  7a , con qualche passo di 7b

Dislivello:  500 m., 600 m. di sviluppo

Materiale:  i primi salitori hanno usato 350 chiodi, 3 ad espansione, lasciati 300, nel 1997 erano presenti circa 150 chiodi, portare un friend N° 0 per proteggere uno strano passaggio difficile (su placca strapiombante),  in quanto in caso di volo si rischia di farsi male.

Tempi:  12 ore (65 ore dei primi salitori).

MIE IMPRESSIONI

Percorsa nel Luglio 1997 (a 54 anni) con R. Bernard.

Via con impressionanti difficoltà dovuto alla schiodatura che è avvenuta nel tempo.

Ora ci sono circa la metà dei chiodi dei primi salitori e pertanto è diventata una via mista artificiale libera con passi obbligatori di alto livello.

Usando i chiodi ho valutato la difficoltà globale come 6°+ / A2 e con passi obbligatori fino al 6c.

In libera la difficoltà sale a 7a / 7b.

La via non dà respiro , è un susseguirsi di tiri difficili, si è quasi in perenne strapiombo con una fatica di braccia eccezionale.

La via è piena di traversi e traversini che richiede un secondo bravo quasi quanto il capocordata.

A metà via mi è uscito un chiodo con conseguente pendolo nel vuoto.

Mi spiace per chi ripasserà di lì e dovrà fare quel tratto in libera (molti auguri).

La roccia non sempre è buona , ma non dà seri problemi.

Per la lunghezza , la difficoltà, la continuità, l’impegno ritengo sia la via più difficile che abbia fatto alla pari con la Via Hasse - Blandler alla Lavaredo (che mi ha distrutto).

In alto invece di seguire l’uscita originale (un camino bagnato) abbiamo obliquato a sinistra e siamo usciti sulla adiacente Via Costantini - Apollonio non proprio semplice.

Al tetto ad occhiali abbiamo trovato un paio di guanti , lasciati da Piero Del Prà nell’inverno in occasione della sua ripetizione in solitaria.

A destra della via lo stesso Del Prà ha aperto a spit 2 vie con difficoltà di 7b / 7c con chiodi distanti (auguri).

SALITA

La via si sviluppa a destra della Via Costantini-Apollonio.

Attacco sulla verticale di una placca gialla circa 30 m. dalla base del canale fra il Primo Spigolo di Rózes ed il Pilastro.

Superato un salto di 6-8 m., prendere un diedro aperto sulla sinistra della placca.

Superare il diedro sulla sinistra, continuare in obliquo verso destra, fino ad un secondo  diedro da percorrere per tutta la sua lunghezza.

Evitare un tetto con una traversata e salire obliquando a sinistra, fino alla base di un altro diedro, sosta su un terrazzino erboso.

Traversare per 4-5 m. a sinistra e, mirando al diedro superiore, raggiungere direttamente la prima grande cengia visibile anche dalla base (5°-5°+  qualche chiodo).

Sulla cengia attraversare qualche metro a destra, salire per placche gialle fino a un diedro fessurato con un piccolo tetto che si supera sulla destra.

Proseguire per rocce verticali fino ad un piccolo terrazzo.

Obliquare a destra, proseguire diritto per circa 15 m. (molto difficile); poi, per roccia compatta poco chiodabile, fino alla base di un grande tetto giallo, che sporge circa 3 m. e che si deve superare direttamente.

Traversare a destra sul bordo del tetto, fino alla base di un diedro che, dopo 4 m., porta ad un terrazzino.

Continuare in verticale per 6-8 m.; poi verso destra per rocce difficili, fino ad un diedro che porta direttamente ad un secondo grande tetto.

Superare il tetto sulla destra,  poi obliquando ancora a destra per rocce molto difficili. Continuare verticalmente fino a raggiungere la seconda grande cengia (ottimo posto di bivacco sulla sinistra).

Dalla cengia salire circa 5 m., obliquare poi un pò a destra, fin sotto un diedro, che si segue per 8 m.

Con breve traversata a sinistra per rocce meno difficili raggiungere un grande strapiombo (buon posto di sosta).

Salire verticalmente per 5 m. ad un terrazzino, traversare a sinistra 3 m. e su diritti fino ad una nicchia.

Dalla nicchia, obliquando leggermente verso destra per 10 m., per rocce difficili e friabili (placca bianca) salire fino al centro di 2 grandi tetti, dalla caratteristica forma di occhiali , ben visibili dal basso.

Traversare 4 m. a sinistra, fino sul caratteristico naso, poi salire in verticale per 40 m. di rocce molto strapiombanti, fino ad un terrazzino su rocce nere (bivacco dei primi salitori).

Dal terrazzino proseguire sempre verticalmente per un diedro, uscirne dopo circa 10 m. sulla sinistra.

Ritornare sulla destra, raggiungere dei salti di roccia friabile, che portano ad una nicchia gialla.

Continuare diritti fino ad un diedro, scalarlo fino ad un terrazzino (*) .

Dal terrazzino, obliquando a sinistra su roccia un pò friabile, fino alla verticale del grande diedro-camino che solca tutta la parte terminale della parete.

Evitando i maggiori strapiombi che sbarrano il passaggio, alzarsi per circa 50 m. fino ad una nicchia.

Dalla nicchia andare a sinistra ad un camino nero e stretto che, dopo 20 m., raggiunge una fessura cieca orizzontale.

Per una fessura 3 m. a destra, quindi, con difficilissimo passaggio, ad un piccolo terrazzino all'estremità destra della fessura.

Superare poi uno strapiombo esposto, quindi per rocce più facili raggiungere la cima.

Da terrazzino (*) se si vuole evitare il grande camino della via originale (spesso bagnato o vetrato):

Salire verticalmente ed in continuo leggero obliquo a sinistra raggiungere le rocce di uscita della via Costantini-Apollonio.

Non ci sono chiodi e soste (utili nuts e friends) (70 m. 5°+, 5°).

Con 2 lunghezze comuni alla via Costantini-Apollonio raggiungere la forcella (4°) e la fine della via.