Da Taibon prendere il sentiero che attraversa una zona selvaggia e dopo circa 2 ore raggiungere il bivacco Cozzolino.
 
Sorge alla base delle pareti Nord dell’Agnèr, dove il sole arriva per breve tempo solo d’estate; addossato ad un grosso masso è protetto dalle valanghe e dalle slavine 
che convergono in gran copia nei colatoi laterali. 
Attenzione solo acqua di fusione.
1350 m. Dislivello complessivo: m. 600 circa. 9 Posti letto (CAI XXX Ottobre). 
 
L’Agner (2872m) è la cima più alta e colossale, il suo spigolo nord, 1600 m; ha il record della via in roccia più lunga di tutte le Dolomiti. 
 
Primi salitori:  C. Gilberti-O. Soravito nel 1930 
Difficoltà:  dal IV° al VI°-
Lunghezza: 1600 m. 
Tempi:  Ore 9 - 13 
AGNER 2873 m.  SPIGOLO NORD  VIA C. GILBERTI e  O. SORAVITO       
  
Dalla baita del Tita in Val San Lucano, salire all’inizio dello spigolo dell’ Agner che si trova 10 m, a sinistra dell’intaglio dietro lo spuntone.
   
SALITA
 
Salire per un diedro di roccia con erba; alla sua fine proseguire più o meno verticalmente per placche esposte e pericolose per la presenza dei mughi e erba. 
 
Dopo molte lunghezze di corda (la via non è obbligata e le difficoltà non sono forti) si raggiunge lo spallone dello zoccolo, ricoperto di fitti mughi, che si percorre interamente, 
fino a una breve cresta di rocce che si supera salendo a sinistra del suo filo e scendendo poi leggermente a sinistra  a un grande spiazzo.
 
Salire ora un pò a sinistra dello spigolo, per una serie di caminetti ( 5 lunghezze di corda; 3° e 4°) arrivando su una cengia, in pieno spigolo, sotto un tratto leggermente 
strapiombante che si supera per una fessura che lo incide nel mezzo (5°-).
 
Sopra le rocce diventano più facili e a destra, raggiungere 3 consecutive zone di mughi.
Obliquare ancora verso destra fino all’inizio di una rampa-camino che sale a destra dello spigolo (lungo il suo filo, per il camino strapiombante, c'è una variante difficile dei triestini).
 
Seguire la rampa-camino, oppure le pareti più a destra (3°, 4°) fin dove questa volge a sinistra per terminare in pieno spigolo.
 
Arrivati all’intaglio (4°) salire direttamente per lo spigolo, ora più facile, su roccia buona e compatta.
 
Si cominciano a trovare i primi terrazzini per un’ eventuale bivacco. 
Ora lo spigolo si raddrizza verticalmente, compatto a circa 2/3 d’altezza. 
Ancora 2 lunghezze di corda per fessure (4°+), fino ad un a cengia inclinata che si percorre verso destra.
 
Salire poi un’ altra fessura, superando un lieve strapiombo (4°+), arrivando a un piccolo ripiano; da qui ha inizio il primo dei 4 tiri di corda difficili.
Scendere alcuni metri verso destra; all’inizio di una fessura, poco visibile dal basso, verticale e liscia che porta ad un piccolo testone (20 m.; 5°+).
Salire ancora diritti per alcuni metri, poi traversare per 5 metri a sinistra e salire direttamente per una placca liscia fino ad un breve terrazzino (5°, 4°+).
Ora, andare verso destra (3°), poi ancora diritti (4°+) fino a una cengia. 
Prendere una fessura (4°, 4°+) che dopo 10 m.., si abbandona per traversare obliquamente a destra (5°) su una placca strapiombante, che si oltrepassa (5°) in direzione 
di un muro liscio che si vince (5°+).
Poco oltre, per una fessura, si raggiungono rocce agevoli. 
Salire (3°+) per 20 m. fino a riuscire, sulla sinistra, ad una piattaforma dello spigolo. 
Qui terminano le difficoltà per le inclinate rocce terminali. 
 
Salire fino a raggiungere a sinistra un canale; su (neve) rocce salire poi fino in vetta. 
 

ALTRA RELAZIONE PIU’ DETTAGLIATA

Località di partenza: Taibon di Agordo
Quota di Partenza:  816 m.
Quota di arrivo:  2872 m.
Dislivello totale:  450 m. circa per l'attacco + 1600 m. dall'attacco alla vetta (1650 lo sviluppo + 200 di roccette finali)
Tempi salita:  ore 1,45 per l'attacco, ore 20 circa (escluso un bivacco in parete)
Tempi discesa:  30 minuti dalla vetta al bivacco Biasin, ore 2 dal bivacco al rifugio, 4 ore dal rifugio alla macchina

Difficoltà:  IV°+, V°+

Punti di appoggio:  Bivacco Cozzolino (1350 Mt.), Bivacco Biasin (2650 Mt.), Rifugio Scarpa (1735 m.).

Sia il sentiero per l'attacco che quello di discesa sono evidenti.

La prima parte della salita si svolge tra mughi e roccia non sempre buona, la seconda invece presenta roccia ottima.

Materiale necessario oltre al tradizionale:  Portare cibo e molta acqua perché l'arrampicata è lunga e interminabile. 
Portatevi inoltre tutto l'occorrente per proteggervi da eventuali temporali e forti venti e tutto quanto può essere 
fondamentale per un bivacco a cielo aperto. 
Portare friend di diverse misure e qualche cordino. Inutili chiodi e dadi.
 

Descrizione Generale


Sicuramente si tratta di una delle vie più famose di tutte l'arco alpino e questa fama è certamente dovuta al fatto che si tratta della via più lunga delle dolomiti.

Dal parcheggio guardando in direzione dell'Agner si nota subito l'evidente linea di salita che corre lungo tutto il suo spigolo (anche se in realtà l'arrampicata si svolge quasi sempre fuori dalla direttiva dello spigolo vero e proprio).

Chi percorre i 1620 metri di sviluppo generalmente prevede un bivacco in parete spezzando così la salita in due giorni.

La prima parte dell'arrampicata (ovvero quella del primo giorno) si svolge tra roccia non sempre buona e spesso si è costretti a lottare con pini mughi che perdono resina in continuazione.

La seconda parte ripaga la fatica affrontata il giorno precedente e regala un'arrampicata in massima esposizione su roccia che varia da buona a ottima.

La via è poco chiodata; occorre quindi mettere in conto che è da escludere un rientro.

ATTACCO

Da Agordo imboccare la strada statale n. 203 in direzione di Cencenighe.

Raggiunta la frazione di Taibon svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Valle di San Lucano.

Entrati nella valle si segue per Col di Pra ma si parcheggia circa 2 Km. prima quando sulla sinistra s'incontrano le ben visibili indicazioni per il Bivacco Cozzolino.
Seguire l'ampia traccia che attraversa il torrente Tegnas; dopodiché il sentiero diviene una piccola traccia che sale ripidamente in direzione della parete nord del monte Agner.

Ad un certo punto, quasi al cospetto della parete il sentiero si biforca (una palina evidente indica la corretta via).

A destra il sentiero sale un ghiaione che porta il nome di "Van del Piz" mentre occorre deviare a sinistra sino ad entrare in un ghiaione che divide il Monte Agner dallo Spiz d'Agner che porta il nome di "Van de Mez" dove si trova anche il Bivacco Cozzolino (che non dovrete raggiungere).

Dopo aver oltrepassato qualche metro di corde fisse il sentiero prosegue nel bosco e ne riesce poco dopo al cospetto di una parete. L'evidente traccia prosegue verso sinistra costeggiando tutta la parete, ma se si guarda a destra una piccola traccia avanza in direzione di un torrione staccato dalla parete.

L'attacco è posto pochi metri prima di questo torrione, in corrispondenza di un diedro verticale ricco d'erba.

Una freccia rossa verso l'alto e un ometto alla base del diedro danno la certezza dell'attacco.

SALITA

1-2-3-4)  Procedere su roccia non sempre solida mista ad erba e pini mughi.

Si trovano tutte le soste attrezzate con 2 chiodi uniti da cordone, tranne la sosta quattro che è sulla radice di mugo.

Circa 130 m., II°, III° e IV°, 1 solo chiodo di passaggio.


5)  Salire su sfasciumi obliquando inizialmente a destra e poi a sinistra fin sotto ad una parete verticale dove si trova la sosta attrezzata con chiodi. 30 m., I°.
6)  Salire la parete spostandosi verso la fine leggermente a destra
Poi per sfasciumi si raggiungono degli spuntoni sui quali attrezzare la sosta. 30 m., IV°+.
7-8-9)  Per rocce rotte e con mughi si sale a sinistra della sosta.
Poi si punta ad una grossa conifera ormai secca sulla quale si attrezza la sosta n° 8.

Circa 200 Mt., I°, II°, 1 passo III°.

Continuare a seguire le tracce di passaggio obliquando a destra. Attrezzare la sosta sui mughi. Circa 150 m., III°, IV°-.

A questo punto ci si può anche slegare e calzare le scarpe.

Passare attraverso i mughi fino al cospetto di una parete (si vede una clessidra con cordino), la si supera seguendo il sentiero verso sinistra.

Poi tornare un pò a destra e, superato un salto roccioso (3 m., III°) si arriva sullo spallone coperto da fitti mughi attraverso i quali ci si deve districare.

Procedere ora sul filo sinistro dello spigolo che forma quasi una cresta fino a quando, abbassandosi un metro, si passa sul lato destro dello spigolo (passo esposto ma semplice).

Risalire fino ad un terrazzino dove si può attrezzare la sosta sulle radici di un mugo.

10-11)  Primi metri sopra la sosta in un camino-fessura, poi obliquare a sinistra fino ad una sella tornando sul lato sinistro dello spigolo.

Salire  per rocce facili ritornando sul filo dello spigolo dove si sosta su spuntoni. Circa 80 m., IV°, III°.

12)  Salire in cima a un pilastro e poi scendere dal lato opposto per circa 10-15 m. fin nel canale dove si attrezza la sosta. 30 m., III°.

13)  Portarsi alla base di una breve parete appena a destra del filo dello spigolo. Circa 30 m., II°, I°.

14-15)  Superare la parete e subito dopo obliquare a sinistra.

Riprendere a salire in verticale su roccia friabile che poi migliora nuovamente fino a sostare su mughi non molto lontano dal successivo salto roccioso.

Dopo la paretina le difficoltà iniziano progressivamente a calare. Circa 100 m., V°, IV°, III°.

16)  Piccolo passo iniziale in strapiombo, poi traversare a destra circa 5 metri e riprendere a salire obliquando leggermente a sinistra.

Sosta da attrezzare su mughi. 40 m., 2/3 chiodi, V°.

17-18)  Puntare alla grande cengia soprastante.

Inizialmente attraverso mughi e sfasciumi, poi per buona roccia non difficile.
Circa 100 m, II°, III°, IV°.

Si raggiunge così la cengia con ottimi posti per il bivacco (circa 6).

Sopra la cengia lo spigolo si innalza con un profondo camino dove corre una difficile variante "Variante dei Triestini".

Salire sulle rocce con detriti fin dove la parete dello spigolo torna ad essere molto verticale e sale la Variante dei Triestini.

Traversare a destra in direzione del grande canale, superandone prima un altro più piccolo.

Passi non difficili ma esposti e su roccia sporca di detriti.

Raggiunto il bordo dello spigolo salire nel canale un pò di metri fino a quando si fa ripido e la progressione diventa più difficile.

Attrezzare una sosta. Circa 80 m. dalla cengia.

19-20-21-22)  Procedere nel canale-rampa stando attenti a non andare troppo a sinistra fino a quando è possibile sostare su una comoda terrazza.

Qui il camino-rampa piega decisamente a sinistra verso un' intaglio sul filo dello spigolo.

Sostare su un chiodo da integrare con friend.  Circa 160 m., 2 chiodi di passaggio.

23)  Salire il canale-rampa puntando all'intaglio sul filo dello spigolo.

Pochi metri sopra l'intaglio, in una piccola nicchia, ci sono 2 chiodi di sosta. 35 m., IV°, IV°+.

24-25-26-27-28)  Per rocce più facili e a tratti molto abbattute, puntare alla base dell'ultimo salto verticale dello spigolo dove ci sono i tiri più impegnativi della via.

Soste tutte da attrezzare tranne l'ultima.

Arrivati alla base della parete terminale non si usa la sosta a 2 chiodi posta proprio sul filo dello spigolo, ma traversare circa 8 metri a destra individuando 3 chiodi in una piccola nicchia.
Circa 180 m., dal II° al IV°+, 2/3 chiodi di passaggio nel 28° tiro che risulta il più impegnativo di questi cinque.

29)  Salire lungo la fessura a sinistra della sosta, per poi traversare verso destra alla base di un'altra fessura verticale da seguire fino al suo termine uscendo su un pulpito.
50 m., IV°+ sostenuto, 1 dado incastrato, 1 fettuccia, alcuni chiodi (4 o 5).

30)  Tiro chiave della via.

Si è di fronte ad una placca molto compatta sulla quale ci sono dei chiodi e cordini, è una variante che è meglio non percorrere.

Dalla sosta spostarsi a destra aggirando uno spigolo.

Qui c'è una fessura-diedro verticale ben chiodata (alcuni chiodi insicuri ed 1 cuneo).

Salirla sino a raggiungere la sosta.
30 m., V°+, VI°-, numerosi chiodi.

31)  Proseguire seguendo la fessura.

Dopo aver superato un passo strapiombante continuare ancora in fessura per circa 8-10 metri per uscire poi a sinistra su placca verticale ben appigliata.

Raggiungere una piccola cengia con 2 chiodi di sosta. 30 m., IV°+, V°+, 2 chiodi.

32)  Traversare pochi metri a destra fino ad imboccare un diedro molto verticale al termine del quali si sosta su 2 chiodi.
30 m., IV°+, 2 chiodi.

33)  Superare le rocce a destra della sosta, poi per terreno più semplice raggiungere una comoda cengia dove ci sono 2 chiodi di sosta.
30 m., IV°, III°.

34)  Spostarsi circa 4 metri a destra della sosta e salire una fessura verticale per circa una decina di metri.

Poi traversare un paio di metri a destra e vincere lo strapiombino raggiungendo la sosta su 2 chiodi con cordone.

25 m., IV°+, V°, V°+, 5/6 chiodi.

35)  Superare una placca strapiombante poco sopra la sosta, poi entrare in un diedro di alcuni metri al termine del quale terminano anche le difficoltà della via.

Obliquare a sinistra fino ad uscire nuovamente sullo spigolo ed attrezzare una sosta su uno spuntone.
50 m., V°+, IV°, III°, 2 chiodi.

Le difficoltà sono terminate e per raggiungere la terrazza detritica sotto la vetta occorre salire circa 150 Mt. di facili ma esposte roccette di II°, III°.

Il percorso non è obbligato, comunque puntare ad oltrepassare il canale a sinistra dove risulta più comodo e proseguire poi sulle rocce più semplici a sinistra dello stesso.

Obliquando poi verso destra raggiungere la base della terrazza.

Continuando verso destra (sempre viso a monte) raggiungere il bordo della terrazza dove si incontrano le indicazioni per il Bivacco Biasin (circa 15 minuti) o per la vetta.

In entrambe le direzioni delle corde fisse facilitano alcuni passaggi.

Pernottare eventualmente al bivacco.

DISCESA

Nei pressi del Bivacco Biasin s'incontrano delle scritte rosse "Col di Prà".

Questo è un sentiero percorso da qualche cacciatore e si presenta insidioso, scomodo, incerto e molto pericoloso.

E' molto meglio scendere verso il Rifugio Scarpa utilizzando la ferrata che corre lungo il canalone che divide l'Agner dal Lastei d'Agner oppure seguire la via normale.

Questi due itinerari hanno la prima parte della discesa in comune.

Raggiunto il rifugio seguire il sentiero n. 771 che costeggia la seggiovia e che conduce alla frazione di Frassenè.

Da qui camminando lungo strade comunali scendere fino ad Agordo e Taibon, dopodiché risalire la Valle di San Lucano.

L'autostop potrebbe essere d'aiuto, altrimenti occorre percorrere a piedi una quindicina di Km.

Via Normale AGNER  (per il versante Sud-Est)
 
Difficoltà:  1° grado
Dislivello:  800 m.
Tempi:  ore 4
 
Dal Rifugio Scarpa per tracce di sentiero si sale per prati mirando al grande canalone di roccette e neve che scende dalla forcella del Pizzon, 
fra l'Agner e i Lastei di Agner.
Si sale lungo il canalone fino a che non diventa ripido, per poi traversare a destra seguendo la segnaletica fino ad arrivare a una marcata costola.
Seguendo la traccia di sentiero si continua a traversare obliquamente a sinistra su roccette fino al Bivacco Biasin nei pressi della forcella del Pizzon (ore 3).
 
Il Bivacco Biasin si può raggiungere in pari tempo e con percorso più bello con la Ferrata Stella Alpina.
Da qui per alpinisti provenienti dallo Spigolo Nord o dalle pareti Nord può
iniziare la discesa (raccomandata) al Rifugio Scarpa.
 
Da qui si passa sul versante ovest traversando lungamente per strette cornici fino ad un canale che porta sulla cresta ovest.
Lungo gli sfasciumi e le roccette della cresta, da ultimo verso destra, si raggiunge la cima (dal Bivacco Biasin 1 ora).
 
Per il Vallon de le Scandole (dalla Val di San Lucano)
 
Difficoltà:  2° e 3° grado
Dislivello:  2000 m.
Tempi:  ore 7
 
Dal Col di Prà si raggiunge la forcella del Col Négher.
Si passa poi a destra nel vallon de le Scandole che scende fra i Lastei d'Agner e la Torre Armena e si sale lungo di esso aggirando frequentemente 
grossi macigni che lo sbarrano.
Si continua per detriti o neve e gradoni erbosi finchè  nella parte alta si divide in numerosi valloncelli secondari.
Si continua per il canalone principale mirando alla forcella del Pizzon, che viene raggiunta obliquando a sinistra.
 
DISCESA (poco consigliabile) per Alpinisti dallo Spigolo o Pareti Nord
 
Dalla Forcella del Pizzon per salti rocciosi e tenendosi sempre lungo le sponde del canalone (segnavie) e quando diventa più difficile ci sono 2 chiodi 
per doppie sino ad arrivare a "Le Larghe" in vista dello Spiz delle Scandole.
Piegare a destra e valicare la forcella del Col Nègher e scendere al di là verso la base dello spigolo, fino a trovare il bivio per il bivacco Cozzolino.
3/4 ore dalla cima al fondovalle.
 
ACCESSO al BIVACCO COZZOLINO 1400 m.
 
Circa 1 KM. prima delle case terminali di Col di Prà si guada un torrente.
si cercano i segnavia che fanno rimontare un pendio prima boschivo e poi sassoso.
In 1 ora si arriva alla base dello spigolo Nord (a destra segnavia per il Col Nègher) mentre a sinistra costeggiando lo spigolo si arriva a un canalino roccioso (1°/2°) 
sino alla forcella dalla quale si attacca lo spigolo.
Ancora una ventina di minuti su tracce (ghiaie,neve,erba) si arriva al bivacco. 
 
Ore 1,30,2 ore.