CROZ dell’ ALTISSIMO (2680 m.)

Pilastro Sinistro Sud - Via “ NADIR “ e Via “ Accademici “

Primi salitori:  M. Furlani e F. Bertoni, giugno 1992

Difficoltà:  V+ con passaggi di VI

Lunghezza:  750 m.

Bella arrampicata su roccia grigia e compatta che si sviluppa a sinistra della via delle Guide.

Dalla nona alla dodicesima sosta la via era già stata percorsa dalla cordata Andreotti-Rossi-Gadotti durante un errore di percorso della vicina via delle Guide; essi erano poi discesi per recuperare il tracciato originale.

L'itinerario è stato dedicato dai primi salitori a Giampiero Cemin.

Via Nadir al Pilastro Sinistro - Parete Sud

ATTACCO

Da Pradèl si segue la stradina per il rifugio Croz dell'Altissimo e da qui si sale verso l'estremità sinistra (occidentale) della parete fra le vie Pianta-Mazzoleni (a sinistra) e delle Guide (a destra).

Superando una fascia di roccette compresa fra due cenge si punta ad un caratteristico diedro nero chiuso da un tetto triangolare. L'attacco è ai piedi del diedro (ore 1.30 circa).

 DISCESA

Dalla cima ci si abbassa, lungo la cresta nord, alla larga sella del passo dei Lasteri per risalire quindi la cresta detritica della Cima dei Lasteri.

Dove essa si fa più ripida si traversa a sinistra su tracce per circa 150 m oltrepassando un canalone roccioso.

Si scende su facili roccette direttamente lungo l'arrotondata cresta nordovest al sottostante passo del Clamer.

Per evitare un ultimo salto a placche si piega a destra della cresta su sentierino e, giunti nella conca detritica, si attraversa verso sinistra alla base delle rocce per raggiungere il passo del Clamer.

Da qui, verso sud, si scende per sentiero segnalato al rifugio Croz dell'Altissimo (2 ore circa).

Via degli accademici al Pilastro Sinistro – Parete Sud

Primi salitori:  M. Giordani e M. Furlani, estate 1983

Difficoltà:  VI+ e A2 (6b+ in libera)

Lunghezza:  965 m.

Tempi:  9 ore circa

Materiale:  chiodi di via insufficienti

Itinerario molto impegnativo e consigliabile solo a cordate molto preparate, questa via si sviluppa fra la via delle Guide, a sinistra, ed il Pilastro del Rifugio (Chini-Pilati-Bonetti e Spelimi), a destra.

Più a destra ancora sale la via Dibona.

La via, che percorre un evidente diedro svasato che muore sotto grandi soffitti, esce in comune con la via delle Guide (ultime 4 lunghezze) ed offre un'arrampicata libera di alto livello che testimonia la grande capacità tecnica del capocordata, Marco Giordani.

Da sotto i grandi tetti è possibile scendere sino alla base in corda doppia (calate vertiginose).

 ATTACCO

Dal Pradèl, in un'ora circa di cammino, si arriva sotto la verticale della gola della via Dibona.

Si risale l'evidente cono detritico al cui termine inizia un canalone con blocchi che si percorre sino ad arrivare alla cengia lungo cui la via Dibona si allontana verso destra.

Si va a sinistra e si arriva alla base di un evidente camino strapiombante con lame friabili all'interno (2 ore circa da Pradèl).

DISCESA

Come itinerario precedente.