RELAZIONE   CATINACCIO    m. 2981 Via   KIENE

     

Diretta per l'anticima del Catinaccio

Via di soddisfazione che si svolge sulla parete a destra della grande parete Est del Catinaccio.

L’arrampicata è impegnativa e varia; si articola in aperta parete, camini, diedri, placche. 
E' consigliabile solo per alpinisti con buona esperienza di orientamento, la via è tecnica e si svolge su roccia solida; è poco frequentata.
Primi salitori:  fratelli H. e K. Kiene, 1909
Difficoltà:  D max: 4°+, due passaggi di 5°-.	
Dislivello:  450 m.
Sviluppo:  550 m.	
Tempi:  circa 5 ore	  
Roccia:  buona in basso, ottima nei tiri di corda finali
Materiale:  cordini, dadi e/o friends
      	
Dal rif. Vajolet scendere un po’ verso il rif. Gardeccia per prendere il sentiero che sale al Passo delle Coronelle ed al rif. Fronza. 
Dopo circa 20 minuti, arrivati sotto la verticale della Cima del Catinaccio, lasciare il sentiero per prendere una traccia che prima risale 
una collina d’erba e porta verso la base della parete. 
L’attacco è molto a sinistra proprio sotto la verticale dell'Anticima del Catinaccio. 
Si risale il dosso erboso fino quasi alla sua sommità e per traccia ghiaiosa si arriva all’attacco.
Sulla sinistra c'è una specie di avancorpo di rocce, mentre sulla destra ci sono delle placche inclinate bianche. 
La via punta diritta sotto la perpendicolare della classica "A", in linea con uno dei campanili del Larsec (la Pala di Seconda). 
Circa 40-45 min. dal rifugio Vaiolet o 35 – 40 min. dal rif. Gardeccia.
ATTACCO
1)  Dall’attacco salire verticalmente delle facili rocce rotte  ( 40 m.; II°+, III°) fin sotto l’inizio della parete ripida 
   (4° con passi di 4°+ ; roccia ottima. Nel 2005 cinque spit). 

2)  Puntare direttamente verso la "A" su placche aeree costituite di roccia compatta.  50 m., 2°, 3°.

3)  Continuare a salire diritto (50 m. 3°+).	

4)  Si arriva sotto la "A" (5 m., 4°, 1C).
5)  Attraversare facilmente a destra raggiungendo un terrazzo erboso(5 m., 2°).
6)  Traversando per cengia a sinistra, si arriva alla base di una fessura diedro (7 m.; 1°),			
7)  Salire il diedro (12 m., 4°+), continuare diritto, superare un passo impegnativo fino ad arrivare ad 
    una comoda terrazza con due ch. di sosta (4 m.; 5°-).
8)  Dalla sosta salire in verticale 5 m., 4°, poi spostarsi leggermente a destra e superare il camino soprastante (40 m.; 3°).
9)  Rimontare il tratto più ripido del camino, sostare al suo termine (20 m.; 3°).
10)  Riprendere a salire all'interno della fessura-camino, prima facilmente (20 m., 3°), poi con scalata aerea e in spaccata proseguire
fino al suo termine (40 m., 4°,4°+, pass. 5°-, ).
11)  Salire ora direttamente la parete con buoni appigli fino a raggiungere la cresta  (10 m., 4°-).			
12)  Continuare a salire la cresta per arrivare all’anticima (50 m. 4° con un pass. 4°+).

13)  Rimontare tutta la cresta, che dall'anticima per facili roccette porta fino a raggiungere la cresta sud, sull’insellatura fra la cima principale (a destra)
 e l’anticima (a sinistra; 150 m.,  2°).
Seguire verso destra le tracce di passaggio lungo la cresta, aggirare alcuni torrioni e cime secondarie.
L’ultima sotto la vetta aggirarla sulla sinistra, senza scendere troppo.
DISCESA
Si effettua lungo la via normale di salita, sul versante Ovest, fino al Passo Santner, non difficile e breve.
Dalla cima seguire la cresta in direzione NO (ometti e tracce di passaggio), molto facile fin sopra un tratto più ripido (50 m., 1°). 
Conviene scenderlo sulla destra per terreno ripido ma articolato (qualche metro di 3°-).
Sopra, sul filo della cresta c’è un chiodo per un’eventuale calata (consigliata). 
Proseguire lungo la cresta o poco sotto sulla destra fino alla forcella di cresta più profonda (100 m., 1°), dove c'è un anello cementato. (1° ; 20  m.)			
1° CD)  20 m. Si finisce sulla destra del camino-colatoio, su un ripiano con vari chiodi e anelli di calata. 
Si può anche scendere in arrampicata (2°,  un passo 3°-).
2° CD)  20 m.  Calarsi nel fondo del canale dove si trova il successivo ancoraggio.
3° CD)  20 m.  Con un’altra doppia lungo il fondo del canale si arriva su terreno più facile.			
Qui, se non c'è neve, conviene scendere in arrampicata nel fondo del canale senza difficoltà fin sopra il salto iniziale (25 m., 1°).
In caso di neve sulla destra, dietro ad uno piccolo sperone, c' è un anello cementato (sosta della via normale di salita).			
4° CD)  20 m.  Dall' anello cementato scendere fino alle ghiaie basali lungo il camino iniziale.
Ore 1 – 2 dalla cima a seconda di come si scende.
Per ghiaione si giunge al Passo Santner con un piccolo rifugio.
Da lì scendere al rif. Preuss o rif. Vajolet in circa  30-45 minuti.

Catinaccio, Cima Principale, m 2981

Parete Est, Via "Nuova" (per la fessura della cotoletta viennese)

Anche questa via è di difficile individuazione, il pericolo di sbagliare su questa grande parete è sempre presente

e occorre molta attenzione e capacità di orientamento per evitare di cacciarsi nei pasticci.

Questa via è molto esposta, più facile della "Vecchia" e pure discontinua, ma complessivamente piacevole.

ACCESSO

Iniziare a destra della verticale calata dall'Anticima Sud, come itinerario precedente, presso alcuni pilastrini.

La via si alza per circa 100 m., poi devia decisamente a destra in diagonale, sino a portarsi verso la fessura

giallo-rossa che stacca a destra la scaglia rocciosa detta "cotoletta viennese" (Wiener Schnitzel).

La Via Kiene sale la fessura, mentre la Via "Vecchia" segue il camino opposto ed è il tratto più impegnativo della salita.

Primi salitori:  fratelli H. e K. Kiene, 1909

Difficoltà:  passaggi di IV, in prevalenza Il e III

Dislivello:  600 m.

Sviluppo:  oltre 850 m.

Tempi:  4 ore

Materiale:  portare qulache chiodo, cordini, nuts e due corde da 50 m.

SALITA

1)  Salire per 20 m sulla destra, lungo dei canalini, fino ad uno spuntone (ll/lll).

2)  Per larghi camini fino ad una nicchia con ch. ad anello (35 m, III).

3)  Per placche ed erba salire ad un chiodo (35 m, III): sin qui si può arrivare, traversando, dalla via dei camini precedente, dove si diramano le due serie di camini.

4)  Andare 15 m. a sinistra, un pò in discesa, poi salire una placca fino a uno spuntone (30 m, IV, III).

5)  40 m a destra per canalini e fessure (ll/lll), sosta su spuntone.

6)  Proseguire a destra per un canale obliquo, superare una scaglia e sostare su un comodo terrazzino

(30 m, III. un passo di IV).

7)  Superare una parete gialla verticale (10 m di IV inf), e sostare su un terrazzo.

8-9-10)  Piegare a destra per 3 lunghezze di corda, circa 120 m., seguendo dei canali, sostare su spuntoni.

(120 m., III).

11)  Obliquare verso destra, poi salire diritto (40 m, III sup.) fino ad un ch. di sosta.

12)  Diritto su parete 10 m., girare uno spigolo a sinistra e sostare in un diedro-canale su uno spuntone (40 m, lll/IV).

13)  Andare 5 metri a sinistra per imboccare un diedro obliquo a destra, dal quale poi uscire a sinistra per andare a sostare ad un ch. (45 m, IlI/III sup.).

14)  Girare un angolo a destra e per una fessura salire in cima ad uno spuntone.

Continuare per 20 m. e traversare a destra in obliquo fino ad un canalone (35 m, lll/sup.).

15)  Risalire il canalone ed arrivare ad una nicchia giallo-rossa, uscirne con spaccata esterna, passare nella fessura della "cotoletta".

Seguire la fessura inizialmente difficile, poi continuare per parete più articolata (tratto chiave: 35 m, IV e III).

16)  Continuare fino al sommo della spaccatura, dove arriva il camino della Via "Vecchia".

Per il camino si arriva sul bordo del grande catino terminale (30 m, III sup).

17-18-19-20-21) Continuare ora per le facili rocce del catino, esposte verso Sud/Est e, salendo per circa 200 m. (in prevalenza II) si arriva in vetta.