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Gruppo Odle-Pùez - STEVIA 2555 m. -
Parete Nord-Ovest - Via VINATZERSopra il Rifugio Firenze si innalza la bastionata della Stevìa, il cui versante Nord-Ovest presenta delle repulsive pareti, articolate in diversi speroni e pilastri, fra cui si incuneano profonde gole rocciose, mentre in cima ci sono dei bei prati.
Il settore più giallo è solcato da una vistosa fessura, che parte da una cengia posta su un altro precipizio verticale.
La Via Vinatzer percorre questa fessura stretta all'inizio, poi si allarga per poi restringersi di nuovo.
Nonostante sia breve è impegnativa, comporta un'arrampicata faticosa per stretti camini e fessure, con alcuni tratti molto atletici.
La roccia è friabile anche se ripulita dalle ripetizioni, rimane tuttavia poco affidabile e obbliga a movimenti delicati.
Il tratto chiave è nella 4° lunghezza, dove la fessura si restringe e forma uno strapiombo molto esposto, da superare con ampie spaccate e reso più agevole per la presenza di alcuni vecchi chiodi.
La via viene percorsa solo raramente e ancora oggi mantiene una fama di primo piano fra le classiche di VI° in Dolomiti.
Primi salitori: Battista Vinatzer e Vinzenz Peristi, 8 settembre 1933
Difficoltà: VI, VI+ con un breve tratto di A0 (oppure VII-)
Dislivello: 180 m; 6 lunghezze
Tempi: salita 3-4 ore
Materiale: la via è poco chiodata, portare dei friend di misura grande, stopper e una piccola scelta di chiodi per rinforzare le soste.
ACCESSO GENERALE
Dal Rifugio Firenze 2039 m (tel. 0471-796307), che si raggiunge da Col Ràiser 2107 m. (stazione a monte della cabinovia con partenza da Santa Cristina), per un comodo sentiero (segn. 4) in leggera discesa (20 minuti).
Oppure da Santa Cristina lungo una strada sterrata (segn. 1 ), che risale la Val di Cìsles, con partenza dalla stazione a valle della cabinovia per Col Ràiser (ore 1).
ACCESSO
Dal Rifugio Firenze scendere lungo la strada sterrata fino sul fondo della Val di Cìsles, dove si prende un sentiero (segn. 4) che attraversa un ruscello e sale verso la Forcella La Piza.
Arrivati all'altezza di alcuni massi isolati sopra il limite del bosco, abbandonare il sentiero per portarsi verso destra all' imbocco di un canalone detritico, tra le pareti della Stevìa.
Risalire con fatica il canalone, superare alcuni salti di rocce rotte (passaggi di I), fino all'altezza di una cengia erbosa che taglia in orizzontale la parete.
Percorrere la cengia verso destra fino ad arrivare alla base della fessura che incide la parete gialla (ore 1.30).
DISCESA
Usciti sul vasto altopiano della Stevìa, ci sono due possibilità:
1) Traversare per tracce di sentiero in direzione Nord-Est fino a raggiungere la Forcella La Piza, dove un sentiero (segn. 17b) scende al Rifugio Firenze (ore 1).
2) Abbassarsi sull'altopiano verso Sud-Est, fino al Rifugio Stevìa 2312 m, poi seguire il sentiero (segn. 17) che, passando per la Forcella di San Silvestro, scende al Rifugio Juàc 1905 m., da dove si può raggiungere la stradina che collega il Rifugio Firenze con Santa Cristina, oppure scendere verso Sud al Daunéi sopra Selva (ore 1.30).