RELAZIONE Via Piccola MICHELUZZI al CIAVAZES
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PIZ CIAVAZES, m 2828 parete S (via “piccola” o “vecchia” Micheluzzi)
Via bella, molto frequentata, esposta, con roccia buona e appigli abbondanti.
Esposizione a Sud, avvicinamento breve come per una falesia, chiodi cementati alle soste e buona chiodatura intermedia.
La via di solito si sale fino alla “Cengia dei Camosci”, ma continua anche nella parte alta, ma risulta disattrezzata.
Primi salitori: L. Micheluzzi, P. Slocovich, 28 luglio 1928
Difficoltà: D max: un pass. 5° Dislivello: 230 m Sviluppo: 335 m Tempi: 3 – 4 ore. Roccia: ottima, tranne l’attacco (non sempre salda e con terra). Materiale: dadi, cordini; chiodi non necessari (soste cementate, vari chiodi di passaggio).
Punto d’appoggio: Rifugio Monti Pallidi, m 1965, privato, posti 24, aperto dal 20/5 al 20/10, tel. 0462 60 13 37. Cartine: Tabacco fogli 06 (Val di Fassa); 05 (Val Gardena) o 07 (Val Badia), scala 1:25.000
ACCESSO
Sulla statale del Passo Sella, in versante Canazei, a circa 3 km sotto il passo, si trova un parcheggio proprio sotto la parete del Piz Ciavazes.
Guardando la parete del Ciavazzes si nota a metà un profondo e tetro grande camino.
La via attacca circa 20 m. a destra del camino, vicino a un sistema di fessure che dopo circa 40 m, porta ad una terrazza erbosa.
Prendere uno dei sentieri che dal parcheggio salgono alla base della parete (10 min.) e portarsi all' attacco sulla fessura più a destra.
1) Attaccare per una ripida fessura erbosa che porta dritta ad un primo piccolo pulpito roccioso con sosta comoda cementata. 30 m; 3°+, 4°; 1C, 1AF. 2) Seguire in leggera diagonale a sinistra una profonda fessura che porta alla base di un caminetto (10 m, 3°).
Inizialmente è difficile (5 m, 4°+, 1C), poi le rocce si appoggiano (10 m, 3°, 2°, 1C).
Superare un tratto verticale fino ad un terrazzino di sosta (5 m, 4°-). 30 m; 3°, pass. 4°+; 2C, 1AF.
3) Dalla sosta scalare un muretto fino ad 1C (5 m, 4°-, 1C) dal quale traversare qualche metro a sinistra (3 m, 4°-), poi diritto fino alla prima terrazza erbosa (3 m, 4°).
Per tracce risalire senza difficoltà fin sotto un grosso sasso (15 m, 2°, 1C).
Aggirare a destra il sasso per tracce fino ad un AF dietro lo stesso (10 m, 0° o 2°). 35 m; 4°-, 4°; 2C, 1AF.
4) Rimontare il canale che sale a sinistra senza particolari difficoltà fino ad uno spiazzo di erba e ghiaia dove si sosta. 35 m; 1°, 2°.
5) Girare un piccolo spigolo portandosi su un terrazzino con AF. 10 m; 1°; 1AF.
6) Salire un sistema di fessure tendendo a sinistra (15 m, 2°, 3°, pass. 4°-) fino a portarsi quasi in cima al pulpito erboso ;
da qui tendere a destra per gradoni rocciosi e fessure fino ad una cengetta sotto il salto terminale della parete (15 m, 2°, pass. 3°). 30 m; 3°, 4°-; 1AF.
7) Scalare a destra della sosta dei ripidi gradoni fino alla base di un muro verticale (7 m, 4°, 1C).
Salire direttamente il muro verticale un pò strapiombante in qualche punto, ma con appigli solidi (10 m, 5°-, 2C).
Alla sua sommità si è quasi all’altezza di una nicchia giallastra.
Traversare in orizzontale a destra, su parete esposta fino a raggiungere una nicchia (10 m, 4°). 30 m; 4°, 5°-; 3C, 1AF.
8) L’uscita dalla nicchia è il passaggio più impegnativo che si risolve prendendo il bordo destro (5 m, 5°-, 1C).
Risalire un muro verticale in piena esposizione ma con buoni appigli, tendendo leggermente a destra (15 m, 4°+, 4C).
Dalla sosta riportarsi in diagonale a sinistra ad un terrazzino sopra la verticale della nicchia (10 m, 4°, pass. 4°+).
30 m; 4°+, 5°-; 4C, 1AF.
9) Dalla sosta spostarsi alla base di una fessura-camino verticale (5 m, 4°+).
Salirla direttamente, superando alla fine un piccolo strapiombo (18 m, 4°, pass. 5°-, 3C), oltre il quale salire per terreno
più facile fino ad uscire sul margine inferiore della Cengia dei Camosci (15 m, 3°+, 3°).
40 m; 4°, 4°+, pass. 5°-; 4C, 1AF.
10) Salire in conserva per rocce ed erba senza via obbligata fino al sentiero che taglia tutta la grande cengia. 60 m; 1°.
DISCESA
Seguire verso sinistra il sentiero che viene da destra dalla cengia erbosa alla base della parete superiore del Piz Ciavazes (Cengia dei Camosci),
oltrepassare con leggera salita e successiva discesa il largo canalone-gola. Dalla parte opposta la cengia si restringe (corda metallica) obligando ad un passaggio a carponi dietro un masso incastrato.
Proseguire uscendo dal canale in discesa (corda metallica), girare uno spigolo e continuare per sentiero in salita fino al pendio di erba e salti di roccia che scende dalla Terza Torre del Sella.
Scendere lungo le tracce di passaggio un canalino (1° e 2°) e poi per roccette, fino ad un salto di rocce più ripide che si scendono con una CD da 20 metri o in arrampicata (un passo di 3°).
Seguire il sentiero che porta verso destra (viso a valle) fin sopra il salto di rocce basali, che si scende con un’altra CD da 20 m raggiungendo la base delle Torri del Sella.
Proseguire a destra per il sentiero che in 15 min. porta al Passo Sella.
Per ritornare al parcheggio dell’attacco scendere a sinistra per ripidi pendii di sassi ed erba su sentiero.
(ore 1 dall’uscita della via)
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