RELAZIONE  Via  DIBONA  alla  RODA  di  VAEL  Parete Ovest

Roda di Vael  2806 m. - Via Dibona       
        
Il lato destro esterno della  Roda  di Vael è solcato da una serie di camini, offre una bella arrampicata 
su roccia nel complesso buona tranne: il tratto della paretina gialla ( roccia gialla a cubetti instabili)
e il passaggio chiave (camino difficoltoso per la roccia umida e scivolosa e con solo 1 chiodo di protezione nel 2005).
Salita interessante che vince, tra giallo e grigio, le rocce 
del Pilastro Sud.
Via di tipo classico che a una bella arrampicata unisce 
eccezionali visioni sulla famosa Parete Rossa.
 
Primi salitori:  Angelo Dibona, con A. Verzi, E. A.Broome e W. Corning, 11-8-1908
 
Difficoltà:  IV+ medio, II°, III° tratto iniziale; IV°, IV°+, 2 pass. di V°-, 
                       tratto centrale; IV°, 1 pass. IV°+, III° la fessura terminale
Lunghezza:  400 m.
Tempi:  ore 5,30
ACCESSO
 
Dal rifugio Paolina 2127 m., seguire il sentiero che porta al rifugio Fronza alle Coronelle.
Arrivati quasi sotto la parete della Roda di Vael, in una zona di grandi massi, seguire a destra delle tracce.
Attaccare al margine sinistro dello zoccolo grigio sulla destra della parete.
Sempre sulla destra della verticale della cima una fascia inclinata e grigia permette di arrivare al vero attacco della via (ore 
0,40).
Risalire delle rocce rotte con erba per 150 m. circa fino alla sua sommità sotto tre 
evidenti fessure con passaggi fino al III°. 
Sosta su spuntoni e chiodi di fermata sotto le fessure in un 
masso poco distante. 
 
SALITA
 
1)  In linea generale salire per circa 120 m., cercando rocce facili e solide che presenta la parete, tenendosi preferibilmente a sinistra e 
puntando ad una terrazza ghiaiosa (II°, IIII°).
Salire la fessura centrale per circa 20 m., fino a un piccolo ripiano ghiaioso (ch. a sinistra). 
Uscire 
verso destra e seguire il successivo camino fino ad un comodo punto di sosta su uno 
spuntone (45 m; IV; 1 clessidra e 1 ch.). 

2)  Portarsi ora a sinistra sotto una parete gialla leggermente strapiombante, seguire la fessura ed il diedro che segue per 20 m. (20 m; IV e IV+; 2 ch.; 1 cuneo; 2 ch. di sosta).

3)  Salire il successivo e faticoso camino fino alla sua fine (25 m; IV; 3 ch.; sosta su 1 ch.).

4)  Scalare la seguente fessura, continuare per 10 m. sino a un terrazzino.

Ora ci sono 2 possibilità:

A)  seguire integralmente il camino fino sotto a una parete (sosta su spuntone e 1 ch.).

B)  salire l' esposta costola fino ad un punto di sosta (25 m; IV +).

5)   La scalata, prosegue lungo una parete solcata da 3 fessure sulla medesima terrazza ghiaiosa.
Salire la fessura centrale di 7m., poi verso destra entrare nell’ adiacente fessura.
Salire per questa ad una forcella formata da un dente (sosta su spuntone 25 m.; IV°).
 
6)  Oltrepassare un canale a sinistra e seguire una fessura gialla che, impennandosi ( roccia instabile),
porta ad un terrazzino (20 m., 1 chiodo, IV°, passo di V°-, IV°+).
 
7)  Entrare nel camino e salirlo interamente (35 m. poco protetto, solo 1 chiodo; V°-, IV°+, ).
 
8)  Continuare per una fessura per sostare al suo termine, un pò a sinistra (circa 10 m., IV°).
 
9)  Scalare un altro camino (IV°) che sbocca sul terrazzo da cui inizia una fessura verticale e strapiombante 
(non seguire i chiodi nè a sinistra e neppure la fessura centrale nella quale si vedono due chiodi; sono delle varianti più difficili).
 
10)   Seguire una cornice orizzontale, verso destra, che supera uno spigolo, esposto ed aereo (III°+, senza chiodi)
la quale dopo 15 m., porta alla base dell’ultima serie di camini diagonali (da destra a sinistra).
 
11-12)  Salire i camini superando dei blocchi incastrati (roccia compatta, IV°, IV°+, un passaggio di V°-).
 
13)  Superare un camino-canale, arrivare ad un intaglio dal quale, a sinistra, si arriva su roccette più facili della cresta sommitale.     
               
Dalla cresta in 10 minuti si arriva in Cima. 
      
DISCESA
 
A)   Lungo la cresta Nord al passo del Vaiolon 2550 m. e da qui al rifugio Paolina.
B)   Dal passo del Vaiolon, attraverso la Gran Busa di Vael e poi col sentiero n° 541, al rif. Roda di Vael.