RELAZIONE  Via  DIMAI  alla PUNTA  GROHMANN

PUNTA GROHMANN, m 3126  spigolo S (via Dimai)
 
Ci si riferisce a questa via come allo spigolo S, anche 
se in realtà non si percorre nessun profilo netto, inoltrandosi nel 
cuore della parete S fra camini, placche e fessure. L’itinerario è 
abbastanza complesso, con traversate, camini e fessure da 
risalire.
La via è meritevole ed interessante per la varietà di passaggi ed il buon sviluppo.
La giornata (salita + discesa) nel complesso sarà impegnativa fisicamente.
Tutti i dati (difficoltà, tiri, tempo ecc...), si riferiscono al nostro percorso con variante – tiri 11, 12 e 13; 
il percorso originale, che si svolge più a dx, presenta difficoltà decisamente inferiori: max. 
4°. 
Gruppo: Sassolungo 
Prima salita: A. Dimai, J. Summermatter, I. e R. von Eötvos, 11 agosto 1908 
Dislivello: 500 m 
Sviluppo: 550 m 
Difficoltà: TD- / D max: 6° (variante); 4°+ (originale). 
Tempo previsto: 6 ore. 
Roccia: buona; in parte friabile. 
Materiale: cordini, dadi; 3 – 4 chiodi (soste attrezzate ad anelli solo in basso); 
chiodi necessari per la variante 
Punti d’appoggio: via di rapido accesso dalla strada 
Rifugio-Albergo C. Valentini, m 2218, privato, posti 55, aperto d’estate e d’inverno, tel. 0462 60 11 83. 
Rifugio F. August, m 2298, privato, posti 50, aperto dal 20/6 al 20/9 e d’inverno, tel. 0462 75 01 33. 
Rifugio S. Pertini, m 2300, privato, posti 18, aperto dal 20/6 al 20/9, tel. 0462 75 00 45. 
Cartine: Tabacco fogli 06 (Val di Fassa) e 05 (Val Gardena), scala 
1:25.000 
Avvicinamento: 
Da Passo Sella (versante gardenese) si segue la stradina che porta ai rifugi Valentini e 
Salei (indicazioni) e continua poi verso il Col Rodella e i vari rifugi F. August, Pertini, ecc... 
Dopo circa 300 m conviene lasciarla e salire a dx sotto le nuove seggiovie, fino a 
raggiungere il marcato crinale erboso che fa da spartiacque fra le valli di Fassa e Gardena 
e che muore sotto le rocce dello spigolo SE della Punta Grohmann (sentierino ben 
marcato). Si sale ora per rocce e detriti (diff. max. 2°) lungo lo zoccolo del monte, 
tendendo lungamente verso sx (ometti e qualche traccia di passaggio), salendo 
costantemente, portandosi verso il centro della parete S, fino poco prima la grande striscia 
nera (spesso bagnata) che scende dall’enorme colatoio centrale della parete (che in alto 
forma un tetro camino nerastro fra due potenti pilastri). La via si svolge sempre sulla sx del 
colatoio con percorso complicato e vario. Fin qui ore 1,30 da Passo Sella; quota 2500 
circa. 
Salita: 
1) 
Saliamo per facili rocce in diagonale a sx verso la striscia nera di scolo (molto 
spesso ruscello d’acqua), sostando ad un AF (poco visibile) circa 5 m prima di 
raggiungerla. 25 m; 2°; 1AF. 
2) 
Si attraversa verso sx lo scolo della parete, continuando in diagonale nella stessa 
direzione anche oltre, fino circa 15 m sotto una placca nerastra più ripida, dove su 
sosta comodamente ad un altro AF. 45 m; 2°; 1AF. 
3) 
Si scalano le belle rocce fin sotto la pancetta più ripida della placca soprastante (15 
m, 2°, 1C in alto sotto la placca). Si rimonta con bella arrampicata la placca con 
leggero andamento a sx (10 m., 3°, 1C e varie clessidre) fino a portarsi sul 
terrazzino in cima alla stessa dove conviene sostare (1CF poco visibile, varie 
clessidre). 30 m; 2°, 3°; 2C, 1CF. 
4) 
Si traversa a sx per comoda cengia (o lungo le belle roccette soprastanti se non si 
vuole perdere quota dalla sosta), risalendo poi, sempre verso sx, ad una nicchia con 
sosta. 25 m; 2°; 1AF. 
5) 
Lo strapiombo soprastante si evita con una diagonale a sx lungo belle rocce 
articolate, portandosi sotto ad un ripido canalino roccioso. 20 m; 2°, pass. 3°; 1AF.
6) 
Si rimontano le belle rocce che portano sotto al canalino roccioso (10 m, 2°), che si 
rimonta con scalata divertente (10 m, 3°. 2C in cima, possibile sosta) fino alla 
sommità (sopra vi è una parete verticale giallastra), dove si traversa a dx fino ad un 
AF (5 m., 1°). 25 m; 2°, 3°; 2C, 1AF. 
7) 
Dalla sosta, continuiamo a traversare a dx quasi in orizzontale, su rocce articolate 
(20 m, 2°, 1C cementato, evitare la sosta inutile), puntando poi ad aggirare uno 
spigolo molto arrotondato con bella diagonale a dx, esposta e su roccia eccellente, 
(15 m, 3°, pass. 3°+, 2C), oltre il quale si ritorna in vista del grande scolo della 
parete (sosta da attrezzare su clessidre). 35 m; 3°, 3°+; 3C. 
8) 
Si scalano ora verticalmente le belle placche articolate che portano sotto ad una 
fessura-diedro, la cui faccia sx è una gialla parete strapiombante, mentre quella dx è 
costituita dalla nostra bella placconata grigia (15 m, 3°+, 1C; si può anche rimontare 
un caminetto subito a dx con difficoltà analoghe). Raggiunta la fessura-diedro la si 
scala, entrando in una prima nicchia giallastra (10 m, 4°-, 1CL nella nicchia), e 
continuando sopra lungo la ripida fessura (è possibile anche stare in placca a dx) 
che porta ad una seconda nicchia, oltre la quale la fessura stessa si fa verticale ed 
umida (15 m, 4°, 2C); nella nicchia 1CLF. 40 m; 3°+, 4°; 3C, 1CL, 1CLF. 
9) 
Dalla nicchia, sulla dx vi è una bella fessura orizzontale, che seguiamo, 
avvicinandoci allo scolo della parete (10 m, 3°, pass. 3°+, 1C all’inizio in alto, subito 
dopo la sosta, buonissime prese per le mani, roccia ottima). Alla fine della fessura si 
vede il passaggio caratteristico della via: la Menschenfalle (“trappola per uomini”), 
che è una caratteristica rampa diagonale di roccia quasi marmorea, da dx a sx, sulla 
quale le scarpette salgono in aderenza. Si scala il caratteristico e bel passaggio (10 
m, 4°+, 3 nuovi fittoni resinati per sicura), riportandosi a sx fino ad un camino sulla 
verticale della sosta dov’è il nostro compagno. Si rimonta il camino verticale ma 
articolato (umido dopo piogge ma prese abbondanti) fino al terreno più agevole ed 
alla sosta su 2CF (10 m, 4°, poi 3°). 30 m; 4°, 4°+; 4C, 2CF. 
10) Si continua nel camino, prima facilmente (10 m, 3°), poi verticalmente (8 m, 4°+, 1C 
in basso e 1C sopra, prendere la profonda fessura a sx della strozzatura verticale 
del camino). Sopra il camino si appoggia, si prosegue lungo lo stesso fino ad uno 
spiazzo dove a sx vi è la possibilità di traversare su una terrazza (10 m, 3°, 2CF). 
8 m più in alto vi sono altri due vecchi chiodi di sosta, sotto un nuovo salto verticale 
e giallastro del camino. 30 m; 3°, 4°+; 2C, 2CF. 
11) 12) Si risale interamente il camino. 20 m; 2°, 3°; 2CF. (25 m, 3°). 45 m; 4°+, 1C. 
13) Si continua lungo lo “spigolo” del pilastro, ora facile ed appoggiato, fino ad un’ampia 
zona detritica inclinata, dove sulla dx, su un pilastro analogo al nostro si vedono gli 
ometti e tracce di passaggio del percorso usuale. 25 m; 2°, pass. 3°.
14) Si sale dritti di conserva verso la fascia di rocce verticali e giallastre soprastante, 
mirando ad una profonda fessura verticale che la incide (sulla sua sx si intuisce il 
corto camino-diedro che ci permetterà di superarla). 15 m; 1°. 
15) Si salgono le roccette appoggiate che conducono alla base del corto caminetto alla 
sx della profonda ed alta fessura (10 m, 2°, pass. 3°). Si scala il caminetto (5 m, 
3°+), continuando poi per salti di roccia, lungo gradoni e fessure, senza più percorso 
e distanza obbligata fin dove si può attrezzare comodamente una sosta (35 – 40 m, 
2°, qualche breve pass. 3°). 50 / 55 m; 2°, 3°, pass. 3°+.
16) Si continua per fessure appoggiate e gradini lungo la cresta rocciosa fino a sbucare 
sull’ampio pianoro detritico della vetta. 25 m; 2°, pass. 3°.
17) Camminiamo senza problemi fino al grande ometto della vetta con libro delle scalate. 60 m, 0°. 
Discesa: 
La discesa, seppur non difficilissima, è laboriosa e lunga e si svolge lungo il versante 
nord-est del monte (via normale di salita), verso le Cinque Dita. I segni rossi, si trovano, 
seppur sbiaditi, solo sul grande zoccolo basale, comunque sono quasi sempre ben visibili 
gli ometti di pietra. Necessarie due corde da 50 m. La discesa giusta è attrezzata ad anelli 
cementati. Prestare attenzione dopo la Seconda Torre al versante di discesa. 
Dalla cima seguiamo gli ometti (quelli giusti) che portano in direzione E (verso Passo 
Sella), fino all’inizio della cresta della via normale che si comincia a scendere verso nord-
est (ometti e tracce di sentiero – da qui scenderemo sul versante NE rivolto alle Cinque 
Dita) per facili gradoni rocciosi (100 m, max. 2°) fino sopra la forcella oltre la quale vi è la 
Quarta Torre della cresta. 
1a CD da 15 m. 1CLF permette di calarsi dal ripido salto roccioso fino sulla forcella, 
eventualmente raggiungibile anche arrampicando sulla sx, faccia a valle, 3°. 
Si sale ora in vetta alla Quarta Torre (ometto), dove si va a dx, scendendo qualche metro 
fino all’AF che permette una calata sulla forcella che la divide dalla Terza Torre. 
Si sale alla sommità di questa e si scende oltre per una cresta, esposta ma non troppo 
difficile, (30 m, 2°, fare attenzione) in direzione delle Cinque Dita, rintracciando 1CLF per 
la successiva CD. 
3a CD da 45 m. Ci si cala (è meglio stare un po’ in diagonale a sx, faccia a valle, lungo la 
cresta della torre) fino alla profonda spaccatura che divide la nostra dalla piccola Seconda 
Torre. Si attraversa con un passo la spaccatura e ci si ancora all’AF in vetta alla Seconda 
Torre. 
4a CD da 20 m. Qui le cose divengono più semplici. Ci si cala con 20 m fino alla 
profonda forcella sottostante che ci divide dalla Prima Torre (alta come la seconda; la si 
vede a pochi metri di fronte). 
5a CD da 22 m. Con un’altra doppia da AF lungo lo stretto camino della via normale (è 
quello a dx, faccia a valle, guardando verso la cima della Seconda Torre – ci si cala verso 
est ossia verso Passo Sella; non scendere sull’altro versante della forcella – percorso 
peggiore) si raggiunge un’ulteriore forcella con un’altra torre. 
6a CD: 25 m. Dall’AF su questa ci si cala nel canalino sottostante fino a raggiungere la 
sommità dello zoccolo del monte 
Ora non si deve fare altro che fare attenzione a seguire gli ometti (ed i segni rossi a volte 
sbiaditi) che conducono in discesa sempre verso sx (faccia a valle) attraverso l’alto 
zoccolo basale del monte (passaggi di 2°) fino alla Forcella delle Cinque Dita, m 2785 (ore 
2,15 dalla cima). Da qui si scende il canalone ingombro di massi verso Passo Sella, alla 
base del quale le tracce si trasformano in sentiero che basta ora seguire verso sx, 
costeggiando la base delle Cinque Dita, fino alla marcata mulattiera che scende dalla 
Forcella Sassolungo sotto la telecabina fino al passo (ore 1 / 1,30 dalla Forcella delle 
Cinque Dita). Totale dalla vetta al Passo Sella ore 3,30 circa. 
RELAZIONE  2
PUNTA GROHMANN 3126 m. 
Classica e frequentata ascensione molto logica, elegante, in parte esposta.
Si sviluppa su ottima roccia. Il tratto più difficile si svolge lungo una rampa obliqua, che nel 
tempo è divenuta celebre chiamata "Menschenfalle".
          
Prima salita: Ilona e Rolanda von Eötvös con le guide Antonio Dimai e Johann Summermatter, 
11 agosto 1904.
Dislivello: 550 mt. 
Difficolta: 3°, 3°+, 4°, un passo di 4°+
Attrezzatura: i chiodi occorrenti sono sul posto e tutte le soste sono attrezzate con anelli 
cementati o con pezzi di corda su clessidre o spuntoni di roccia; utili dadi di varie misure e 
cordini per le numerose clessidre che si incontrano durante l’ascensione.
Relazione del 2007.
               	
Dal Rif. Passo Sella 2180 mt. salire per pascoli verso sinistra e percorrere il crinale erboso 
(ci sono tracce che salgono il ghiaione sotto la Punta Grohmann; sconsigliabile) che il alto termina
alla base dello spigolo sud est della Punta Grohmann,  circa 1 ora 15 m’.		
Avvicinamento:
Dallo zoccolo dello spigolo inclinato (grande ometto, con bollo blu) salire circa 180 mt. su rocce
facili 1°, tenendosi sulla sinistra dello spigolo (evidenti tracce); seguire sempre le tracce
(ometti) tenendosi sulla sinistra per altri 50 mt. 
Salire un po' a dx fino ad un raggiungere una terrazza detritica per puntare a sx 
(si passa tra un ometto e un paletto di ferro colorato), fino ad un canale sotto ad una parete a 
placche in cui generalmente scorre acqua. 
Oltrepassare la grande colata a sinistra che scende dall'imbuto-colatoio in alto e alzarsi di 50 mt. 
alla sosta con anello cementato.
      
Attacco:
1°) Superare una ripida placca nera ottimi appigli e appoggi) raggiungendo un comodo terrazzo 
    con anello (40 mt,; 3°).
2°) Tenendosi a sx salire per circa 30 mt e quindi e alzarsi dritti tenendosi lievemente a sx per 
    arrivare ad una cengia fino ad una nicchia sotto ad un’altra parete scoscesa.            	
    Sosta su anello cementato (40m, 2°+, 3°).
3°) Superare uno strapiombo a sx e salire dritti per una fessura a un terrazzino sovrastato da una
    verticale grande placca. Sosta su nello cementato (35 mt.; 3°, 3°+).
4°) Attraversare per 10 mt. orizzontalmente verso dx, aggirare lo spigolo, con forte esposizione, 
    e salire per altri 20 mt. fino ad un terrazzino. Sosta su anello (40 mt.; 3°+, 3°-, 3°)
5°) Proseguire direttamente lungo il camino che sale parallelamente a sx del grande imbuto 
   (tenersi sempre a sx della colata d’acqua di circa 20 mt.) fino alla sosta con ottima clessidra
   sotto uno strapiombo fessura camino(45 mt.; 3°, 3°+).
6°) Da questo punto attraversare decisamente per 15 mt. verso dx (mani sulla cornice e piedi 
    in appoggio su piccole asperità lucide) fino ad scomodo punto di sosta. Chiodo malsicuro. 
7°) Proseguire ritornando a sx lungo la rampa obliqua e spiovente “Menshenfalle” 
    (n° 3 chiodi in acciaio cementati), raggiungendo un buon punto di sosta sopra la prima parte 
    del camino  sopracitato (45 mt.; 3°, 3°+, 4°, 4°-, un passo 4°+). 
    Si può superare direttamente il camino per evitare la traversata con difficoltà di 4° e 4°+.
    Attenzione!!! Non seguire la placca inclinata gialla sotto il pilastro!!! .
8°) Salire il camino nerastro fino ad una strozzatura per piegare lievemente a sx.
9°) Salire a dx del tozzo pilastro su colatoi nerastro (ottima roccia) e aggirando uno spigolo a sx 
    salire diritti fino alla sommità del pilastro (45 mt.; 3°) 
10°) Superare una breve parete a dx, quindi percorrere un largo colatoio (all’inizio spezzone di 
    corda) e proseguire per facili rocce fino a un grande terrazzo detritico. 
11 °) Seguire per segni di tracce e ometti a sx sulla terrazza detritica fino a portarsi a erte rocce 
    verso un diedro (130 mt.; 2°, 3°-).
12°) Superare le ripide rocce giallastre mediante il piccolo diedro (25 mt.; 3°-)
13°) Procedere e uscire sulla terrazza sommitale (60 mt.; 1°, facile). 
DISCESA:
DALLA CIMA SEGUIRE LE TRACCE DI PASSAGGIO E OMETTI CHE SCENDONO VERSO EST FINO 
AD UNA PARETE VERTICALE , ALTA 12m., SITUATA SOPRA LA FORCELLA. 
CORDA DOPPIA DALLA FORCELLA, SALIRE ALLA TORRE PIU’ ALTA DELLA CRESTA (OMETTI, I° E II°).
SEGUIRE LE TRACCE DI PASSAGGIO SULLA CRESTA.
DOPO 50m., QUESTA DIVENTA PIU’ RIPIDA MA E’ SEMPRE POSSIBILE SCENDERLA IN ARRAMPICATA 
(II°,1 CHIODO). 
DOPO ESSER SCESI DUE TIRI DI CORDA VERTICALI, RAGGIUNGERE CON UNA SPACCATA UNA PICCOLA
TORRE.
CALARSI VERTICALMENTE (II°) DALLA SUA PARETE NORD-EST, ARRIVANDO A DEI DENTI DI ROCCIA. 
DIETRO A QUESTI, UN CAMINO LUNGO 30m, CONDUCE GIU’ A DESTRA (NEL SENSO DELLA DISCESA).
IL CAMINO E’ INTERROTTO A META’ DA UN PIANEROTTOLO (LA PARTE INFERIORE E’ IL CAMINO 
ENZENSPERGER). 
CORDA DOPPIA DI 22 mt.(CHIODI DI CALATA CEMENTATI). 
SI ARRIVA AL PENULTIMO ANELLO CEMENTATO, POSTO SOTTO ALCUNI METRI SOTTO L'INTAGLIO 
CHE SEPARA L'ARDITA GUGLIA DALLA CRESTA. 
CALARSI PER 25 METRI LUNGO UN CAMINO FINO AD UNA PICCOLA FORCELLA SOVRASTATA DALLA 
PARETE GIALLA DELLA PRIMA TORRE.
QUI ABBANDONARE LA CRESTA E PROSEGUIRE IN DIREZIONE OVEST; SEGNI DI TRACCE, OMETTI E 
QUALCHE BOLLO ROSSO SBIADITO.
(ESISTE LA POSSIBILITA' DI EFFETTUARE UN'ALTRA CALATA DI CIRCA 23 mt. DI CORDA DOPPIA 
GRAZIE AD UN MOSCHETTONE ASSICURATO DA NUMEROSI CORDINI).
TENENDOSI SEMPRE A SINISTRA (NUMEROSI OMETTI)VICINO ALLA PARETE,
ATTENZIONE!!! SALIRE DECISAMENTE VERSO SX TRACCIA CON OMETTO , SI RAGGIUNGE IN
20 MINUTI LA FORCELLA DELLE CINQUE DITA.
DA QUESTA, PER LA GOLA, SCENDERE FINO AL CANALONE DETRITICO E PROSEGUIRE VERSO 
IL PASSO SELLA. 
CIRCA 2 ORE E MEZZO.
RELAZIONE  3

Punta Grohmann, m 3126

Parete Sud (Via Dimai)

Classica scalata, da non sottovalutare, anche perchè la discesa è lunga, con passaggi veramente interessanti, su roccia sempre ottima.

Punto di partenza e accesso: Dal Rif. Passo Sella seguire dapprima il sentiero che porta alla Forcella del Sassolungo (tra le Cinque Dita e il Sassolungo), da cui si dirama presto verso sinistra un sentiero che conduce alla Forcella di Rodella, che passa direttamente sotto al punto base dello spigolo SE della Punta Grohmann.

Qui si trova l'attacco, che si può raggiungere anche salendo direttamente dal Rif. P.so Sella su ripidi pendii prativi. 1 ora dal Passo Sella.

Difficoltà, attrezzatura:

550 m, 15 lunghezze, III e IV, portare cordini e dadi; ore 4.30 (+ ore 2.15 per la discesa).

Aperta dalle guide A. Dimai, J. Summermatter, con le sorelle Nona e Rolanda von Eòtvòs, 1908).

Salita:

Dal piede dello spigolo inclinato salire per circa 200 m su roccette sempre tenendosi sulla sinistra dello spigolo.

Proseguire per 50 m un po' a destra fino ad un terrazzino detritico appena a sinistra dello spigolo sotto pareti scoscese.

Salire leggermente a sinistra per 80 m (camminando o I), fino ad un canale sotto ad una parete a placche, in cui generalmente scorre acqua.

Attacco:

Superare il canale attraversando a sinistra (30 m, II).

Salire a sinistra del canale su roccia facile (35 m, I e II).

Tenendosi a sinistra salire per circa 30 m e quindi 10 m a sinistra su una cengetta sotto una parete scoscesa (40 m, Il e III; 1 chiodo).

Scalare dapprima diritti, in fessura, poi 5 m verso destra (fino ad un punto di sosta sotto ad una parete gialla (40 m, III + ).

Attraversare per 10 m orizzontalmente verso destra, aggirare lo spigolo e salire 20 m fino ad un terrazzino (40 m, III + , poi II e III, 1 chiodo).

Salire direttamente sulla sinistra di neri canali in cui scorre acqua, all'inizio di una larga fessura (35 m, Il e III).

Salire nella fessura, fino a quando non diventa nera e bagnata, qui attraversare per 15 m verso destra (mani sulla cornice) fino ad un cattivo punto di sosta (30 m, III e IV inf.; 1 chiodo).

Ritornare, su una stretta rampa ripida, obliquamente a sinistra nella fessura (passaggio chiave) e scalare ancora per 10 m su roccia per lo più umida (25 m, IV, poi III, 3 chiodi).

Salire dapprima in un canale detritico, quindi nel successivo camino bagnato; quando questo si restringe attraversare orizzontalmente a sinistra, (40 m, III, inizio della traversata IV-).

Proseguire verso sinistra, poi salire ancora obliquamente a destra; sopra portarsi nuovamente verso sinistra sulla testa del pilastro (40 m, I e II).

Arrampicare sulla parete, che da sotto appare friabile, dapprima curvando a destra e poi diritti (30 m, III; 40 m Il e III).

Continuare a salire diritti sul pendio frastagliato della cima fino al punto più alto (I e II).

Discesa:

Si svolge lungo la cresta ENE (via normale, Il e III), che scende nella gola situata ad E della Forcella delle Cinque Dita (tra la Punta Grohmann e le Cinque Dita).

La cresta ENE inizia al margine E del plateau della cima (chiaramente segnalata da più ometti).

All'inizio seguire tracce di passaggio e ometti scendendo verso E fino ad una parete verticale alta 12 m, situata sopra ad una forcella.

Preferibilmente calarsi (chiodo).

Dalla forcella salire alla torre più alta della cresta (ometto, I e II).

Seguire le tracce di passaggio sulla cresta.

Dopo 50 m questa diventa più ripida ma è sempre possibile scenderla in arrampicata (II, 1 chiodo). Dopo 2 T.C. verticali raggiungere con una spaccata una piccola torre, calarsi verticalmente (II) dalla sua parte NE (1 chiodo) arrivando a dei denti di roccia.

Dietro a questi un camino lungo 30 m conduce giù a destra (nel senso della discesa).

Il camino è interrotto a metà da un pianerottolo (la parte inferiore è il Camino Enzensperger). Preferibilmente calarsi due volte (uno spuntone e un chiodo).

5 m sotto al camino Enzensperger passa diagonalmente a sinistra un canale obliquo lungo 25 m; al suo inizio si trova un blocco incastrato (all'inizio un chiodo, calarsi oppure scendere in arrampicata).

15 m prima del suo termine, sulla sinistra orografica si trova una forcella (ometto).

Qui (tenendosi sempre a sinistra osservare attentamente i numerosi ometti), si raggiunge in 20 min. la Forcella delle Cinque Dita.

Da questa, per la gola (all'inizio ripida, attenzione in caso di neve), scendere fino al canalone detritico e proseguire verso il Passo Sella.

Fare attenzione alla caduta sassi se vi sono altre cordate in discesa.

Possibilità di tratti ghiacciati in settembre.

RELAZIONE  4

PUNTA GROHMANN 3126

Salita con passaggi epici.
Come la "Menschenfalle": per fortuna non all'altezza del suo terrificante nome ("trappola umana").
Rimane una salita divertente e ricca di episodi, con una grande, panoramica terrazza assolata alla sua sommità.
La discesa può essere, finalmente, la "trappola" sadicamente promessa qualora il suo freddo zoccolo basale (nord) fosse coperto di neve.

Via Dimai    D(IV)
Antonio Dimai, Joh. Summermatter, Rolanda e Nona von Eòtvòs, 11 agosto 1908 (relazione 1998)


Parete Sud, 600 m , sviluppo 700 m c.
TEMPI: 5-6 h, totale 10.30 h

Dalla statale che dalla Val Gardena porta a Passo Sella salire fin quasi al passo.
Poco prima di esso, esattamente 200 m dopo l'albergo del Cai e l'impianto che sale alla Forcella del Sassolungo,
prendere la strada asfaltata che, a des., porta al rifugio Valentini.
Parcheggiare poco dopo (spiazzo) e procedere a piedi per la strada divenuta bianca.
Oltrepassasare il rifugio Salei.
Dopo aver raggiunto la Forcella di Rodella, la strada volge a des., trasformandosi in un panoramico sentiero che, seguendo il filo della cresta erbosa, porta fin sotto lo zoccolo sud est della incombente Punta Grohmann.
Si può anche salire, risparmiando un 10 min., per i prati a fianco dello skilift subito dopo il rif. Salei (1 h).
A lasciare il sentiero e montare sullo zoccolo (vistoso ometto), procedendo in obliquo verso sin. per sentierino e facili rocce (passi di I e II).
Continuare, sempre obliquando verso sin., per placchette che non superano il II grado (in tutto, guadagnare 200-250 m di quota dall'inizio dello zoccolo) fino a toccare una piccola cengia rocciosa sotto un colatoio nero.
Presso una conca ghiaiosa un vecchio eh. di partenza con fettuccia (30-40 min. dall'inizio dello zoccolo;
un 20 m prima della conchetta si trova un anello cementato presso il quale, volendo, si può già fare cordata).
1° tiro: salire obliquando verso sin. (dopo 15 m, cless.) fino a una clessidra con fettuccia (50 m, II+).
2° tiro: prendere un canalino (2 cless.) e poi procedere fino alla nuova sosta (1 eh. e 1 cless.) sotto a un piccolo strapiombo giallo (30 m, Il e III).
3° tiro: salire un po' a sin., poi a des.; sosta su una paretina esposta, presso degli anelli cementati affiancati da un ch. (30 m, II+).
4° tiro: scendere ad una cengetta proprio sotto agli anelli cementati e traversare a des. (dopo 5 m, cless. per sicura); andare quindi su dritti (2 m sopra la cless. ch. nascosto) fino a una nuova sosta con 2 ch. e uno più distante (30 m, III e passi IV-).
5° tiro: Dritti per una rampa (1 ch.) finché si perviene a un piccolo anfratto con ch. e cless. (30 m, III).
6° tiro: subito sopra la rampa un ripido caminetto (2 ch, una cless. con fettuccia).
Al suo culmine, sosta presso una gigantesca cless. sotto una nera fessura aggettante (35 m, IV).
7° tiro: traversare un 10 m a des. su placche (ch., comodo bordo per le mani) e far sosta (2 ch.) presso una nicchia ai piedi di un alto colatoio con stillicidio (o stalattiti di ghiaccio: innocue, perché si infrangono sulla roccia prima che sui rocciatori).
8° tiro: è questo il punto più suggestivo (e famoso) della salita:

la "Menschenfalle".
A sin. una cengetta rocciosa inclinata riporta alla fessura che avevamo lasciato pochi m più sotto.
Risalire la cengetta, esile e un po' liscia, ma fornita, per fortuna, di buone mani-gliette laterali (IV, ch. - troppo basso - all'inizio).
Entrare nella suddetta fessura (ch. ad anello, cless.), quindi in un piccolo canale.
Sosta a sin., presso 2 ch. sotto un piccolo aggetto (30 m, IV; 7 m più in alto, altri 2 ch. di sosta).
9° tiro: segue un caminetto di scaglie nere.
Quando esso diviene aggettante,lasciarlo e uscire in traversata a sin. (8 m, ch.).
Sosta a 2 ch. su una cengetta rocciosa (35 m, IV).
10° tiro: aggirare uno spigolo secondario a sin., quindi proseguire per una rampa di placchette rocciose e ghiaie, per portarsi sotto un anfratto con un ch. e un friend incastrato (50 m, III, poi I).
11° tiro: superare un solido spigoletto subito a des. (volendo, si possono poi fare due facili tiri brevi , sosta con cordino a metà, in un canale a des., fino a spuntare su un'ampia spalla detritica, dalla quale ci si porta alla sosta 12), continuare quindi dritti per una ripida e divertente rampa di rocce pungenti (2 cless.) che, più in alto, porta alla suddetta spalla (50 m, III e IV, sosta presso un testone roccioso).
12° tiro: guadagnare, un po' a sin., una piccola rampa, quindi un solido caminetto nero con un lato aggettante, da cui si perviene a sin., ad un comodo pulpito roccioso munito di cless. con fettuccia (30 m, Il e passi III).
13° tiro: superare un bel caminetto di un 6 m e continuare per le roccette che adducono all'accogliente terrazza della cima (40 m, Il e I).


Dall'attacco: 5-6 h.

DISCESA:

Scendere le ghiaie della terrazza sommitale in direzione delle Torri di Sella (grandi ometti).
Abbassarsi, lungo una paretina (passo II+), ad una prima forcella, risalire dalla parte opposta, calarsi ad una seconda (1a doppia, anelli cementati, 15 m).
Perdere qualche m in arrampicata (I e II) e raggiungere un nuovo anello cem. per fare la 2a doppia (20 m), cui  segue subito la 3a doppia (25 m).
Scendere ora 2-3 m in una fenditura e raggiungere con una facile spaccata la sommità di un'aerea torre, su cui si trova l'anello per la 4a doppia.
Non scendere a sin. (valle) ma calarsi nella stretta fenditura a des. (monte) per 20 m.
Nuovo ancoraggio e 5a doppia (15-20 m) nel proseguimento della fenditura (camino Enzensperger) fino a un terrazzino che guarda verso il Passo Sella (disponendo di due corde da 50 m, si può fare un'unica calata non
nella fenditura ma sullo sperone alla sua sin., fino ai piedi del camino Enzensperger).
Ora risalire 3-4 m a sin. e, guadagnato un forcellino, scendere di qualche m sul versante Forcella delle Cinque Dita per raggiungere gli anelli della 6a doppia.
Calarsi in un canale di un 50 m (la seconda metà in arrampicata).
Al termine, risalire a sin. a una forcellina e obliquare in leggera discesa verso sin. per tracce, ometti e segni rossi (I e II).
Ad un salto più ripido fare la 7a doppia (25 m).
Continuare a perdere quota arrampicando verso sin., fino a toccare la Forcella delle Cinque Dita.


Dalla vetta 2 h.
(In caso di neve, necessarie altre due doppie da 50, o quattro da 25, e altre due ore di tempo).
Dalla Forcella delle Cinque Dita scendere il ripido canalone che guarda Passo Sella (neve inizio stagione),
quindi, per ghiaie e prati, riportarsi al punto di partenza.


Dalla forcella 1.30 h c.