RELAZIONE Via TANIA al Pilastro EST
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Via TANIA - PILASTRO EST - 2820 m. - Parete Est
Enorme colonna di roccia grigio-gialla, il Pilastro Est funge da separazione fra la parete nord-est e la parete nord.
È percorso, guardando da destra a sinistra, dalla via Silvana, realizzata da P. Armando e P. Franceschini nel 1970, dalla via Furlani-Rabanser e dalla via Demetz-Wehse.
Descriviamo la seconda (Furlani-Rabanser) denominata via Tania che, a differenza delle vie sulla parete Nord-Est e di quelle sulla Nord, gode di una prolungata esposizione al sole per buona parte della giornata.
La roccia sul Pilastro Est è sempre solida, l'ambiente grandioso; inoltre la verticalità e l'esposizione sono garantite.
L'unico problema è la discesa, piuttosto lunga e complicata, specie se le condizioni meteorologiche non sono ottimali.
Primi salitori: M. Furlani e I. Rabanser, estate 1993
Difficoltà: V / VI
Dislivello: 1100 m.
Tempi: salita 8-10 ore
Materiale: tutto il materiale usato è stato lasciato in parete
La via supera con percorso logico ed evidente i tre grandi muraglioni gialli del settore meridionale del Pilastro est.
Il primo muro viene salito lungo l'evidente diedro-giallo fino al grande pulpito; il secondo con andamento da sinistra a destra e il terzo direttamente fino a vetta al Pilastro da cui, con 200 m di facile arrampicata, si è in cima al Sassolungo.
ATTACCO
Dal rifugio Passo Sella percorrere il sentiero per il rifugio Comici tutta la Città dei Sassi, sino ad attraversare la pista dello skilift che maggiormente si avvicina alla parete.
Superato uno steccato con capitello in legno, scendere per la stradina fin dove diventa pianeggiante e qui, seguendo il letto di un torrente asciutto prima, e per prati poi, raggiungere il piede delle rocce.
L'attacco è situato vicino al grande blocco di roccia nei cui pressi sale la classica via Pichl alla parete nord cui inizialmente si sale paralleli sulla sinistra per qualche decina di metri.
Dai pressi dell'attacco della Pichl salire 100 m. circa di rocce facili aggirando a sinistra la base di un salto giallo inciso da una fessura.
Salire un facile canale che si trasforma in diedro giallo con, a sinistra, un grande tetto, al cui inizio si trova il chiodo di partenza della via ( 1 ora circa dal rifugio Passo Sella).
DISCESA
Esistono due possibilità di discesa:
A) Proseguire, una volta raggiunta la sommità del pilastro, fino alla vetta del Sassolungo (al bivacco Reginaldo Giuliani) e successivamente scendere lungo la via normale.
B) Preferibile in caso di tempo incerto, consiste invece nello scendere in doppia dal ventunesimo tiro, e cioè una volta usciti dalle difficoltà ed in cima al pilastro, fino alla forcella (2 doppie), e da questa scendere con 3 corde doppie sulla cenge della via Lorenz-Wagner lungo la quale, in parte arrampicando e in parte camminando, si arriva alle doppie del Pilastro Paolina, predisposte lungo la via L'ultimo dei Balkani (se si sceglie questa seconda possibilità è meglio studiare preventivamente dal basso la parete; l'ideale sarebbe aver già percorso una via sul Pilastro Paolina).
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