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LA VALLACCIA
La Vallaccia vera e propria è un ripido e selvaggio vallone laterale della Val San Nicolò che, a sua volta, è una valle laterale della vai di Fassa.
Per comodità descrittiva, nella terminologia geografica ed alpinistica il termine Vallaccia è stato esteso a tutto il nodo montuoso che fa parte del più vasto gruppo della Marmolada.
I suoi confini sono la vai di Fassa ad ovest, la vai di San Pellegrino a sud, la Costiera Costabella-Auta ad est e la Val San Nicolò a nord.
È a sua volta diviso in due massicci, separati l'un l'altro dal solco della Vallaccia: il massiccio del Sasso delle Undici e quello del Sasso delle Dodici.
In alto, nel cuore della Vallaccia, chiuso entro una chiostra di pareti e campanili, sorge il bivacco Zeni.
Purtroppo la bellezza dell'ambiente non trova riscontro all'interno del bivacco che, complice la relativa brevità d'accesso dal frequentatissimo fondovalle, è spesso oggetto di vandalismi e comunque lasciato nell'incuria più vergognosa.
Il gruppo è rimasto per anni alpinisticamente sconosciuto, anche se in realtà un ristretto gruppo di alpinisti trentini - fra cui ricordiamo per tutti il compianto Graziano Maffei (il Feo) - vi hanno tracciato alcuni fra i più impegnativi itinerari delle Dolomiti.
La roccia, un calcare della Marmolada poco dolomitizzato, specialmente sulle placche è quasi sempre di ottima qualità ma assolutamente inchiodabile.
Su di essa, quindi, occorrono decisione, grandi capacita e soprattutto esperienza.
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PIRAMIDE ARMANI – Via “dello Spigolo” (Maffei-Stenghel)
Parete Ovest
Primi salitori: G. Maffei e G. Stenghel, giugno 1976
Difficoltà: V+
Dislivello: 450 m.
La Piramide Armani è, fra le strutture minori della Vallacela, quella senz'altro più visibile e, soprattutto, più caratteristica proprio per la sua forma regolare.
La via di Maffei e Stenghel segue prima il colatoio che scende dall'intersezione della Piramide con la parete e poi lo stupendo spigolo arrotondato della Piramide medesima (spigolo nord-ovest).
Nella prima parte, cioè sino allo spigolo l'itinerario qui proposto sembra coincidere con la via aperta da A. Gross e B. Fanton nell'estate 1963.
È la via più facile fra tutte quelle tracciate sulla Piramide.
Per una ripetizione calcolare circa 5 ore.
ATTACCO
Si raggiunge in pochi minuti e con percorso evidente dal bivacco Zeni, ed è situato leggermente a sinistra delle due grosse nicchie di forma ovale situate sotto la verticale dell'innesto dello spigolo della Piramide con la parete del monte.
(ore 0.15 dal bivacco Zeni)
DISCESA
Si effettua in direzione Est Sud-Est puntando al canalone che scende dalla Forcella Vallaccia.
Dopo una crestina si attraversano pendii erbosi, canali friabili e terrosi (che talvolta si risalgono) fino ad un lungo e pericoloso canale di roccia porfirica che porta direttamente alle ghiaie del sottostante canale proveniente dalla Forcella Vallaccia (1 ore circa).
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Via "Canto del cigno" alla Piramide Matteo Armani
Parete Ovest
Primi salitori: G. Maffei e R Leoni, luglio 1986
Difficoltà: VII / A4
Dislivello: 500 m.
Salita grandiosa che supera la placconata occidentale della Piramide nel settore compreso fra lo spigolo a sinistra ed i tre diedri a destra.
Paragonata alla celebre via "attraverso il pesce", in Marmolada, questa via, seppur più breve, è stata addirittura giudicata da alcuni ripetitori più difficile.
R. Mittersteiner e D. Hall hanno ripetuto questa via in completa arrampicata libera incontrando difficoltà fino al 7b.
Per una ripetizione calcolare dalle 8 alle 10 ore.
ATTACCO
Si raggiunge in pochi minuti e con percorso evidente dal bivacco Zeni, ed è leggermente a destra delle due grosse nicchie di forma ovale situate sotto la verticale dell'innesto dello spigolo della Piramide con la parete del monte (ore 0.15 dal bivacco Zeni).
DISCESA
Si effettua in direzione Est Sud-Est puntando al canalone che scende dalla Forcella Vallaccia.
Dopo una crestina si attraversano pendii erbosi, canali friabili e terrosi (che talvolta si risalgono) fino ad un lungo e pericoloso canale di roccia porfirica che porta direttamente alle ghiaie del sottostante canale proveniente dalla Forcella Vallaccia (1 ore circa).
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Parete Ovest - Via “dei tre diedri”
Primi salitori: M. Stenico e G. Maffei, 21-23 luglio 1974
Difficoltà: VI+ / A2
Dislivello: 450 m.
Stupendo itinerario che supera la parete sfruttando il lungo sistema di diedri che corrono al centro della Piramide.
I tre diedri sono intercalati da due pareti la prima delle quali presenta elevate difficoltà mentre la seconda è formata da grandi balzi rocciosi intervallati da cenge detritiche.
ATTACCO
L'attacco, che si raggiunge in pochi minuti e con percorso evidente dal bivacco Zeni, è leggermente a sinistra della verticale calata dal primo, gigantesco diedro (ore 0.15 dal bivacco Zeni).
DISCESA
Si effettua in direzione Est Sud-Est puntando al canalone che scende dalla Forcella Vallaccia.
Dopo una crestina si attraversano pendii erbosi, canali friabili e terrosi (che talvolta si risalgono) fino ad un lungo e pericoloso canale di roccia porfirica che porta direttamente alle ghiaie del sottostante canale proveniente dalla Forcella Vallaccia (1 ore circa).
Via "dei Cinque muri" alla Piramide Matteo Armani
G. Maffei e P. Leoni, agosto 1986
Parete Ovest 500 m. VII/A3
Splendida scalata che supera la successione dei cinque muri compresi a destra della via dei Tre diedri.
La prima ripetizione è stata effettuata dalle guide E Mich e M. Furlani.
Successivamente è stata ripetuta in completa arrampicata libera dalla cordata D. Hall ed E. Turri che hanno incontrato difficoltà di 7a.
È da considerarsi un ottimo banco di prova per coloro che vogliono cimentarsi con la più lunga ma non più difficile via "attraverso il pesce" in Marmolada.
Attacco
Vedi l'itinerario precedente, solo un po' più a destra.
Discesa
Vedi itinerario precedente.
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Via Stenico-Maffei alla Piramide Carlo Delmonego
M. Stenico e G. Maffei, 29 luglio 1978
Parete Ovest 500 m. VI+
La Piramide Delmonego è l'evidente struttura rocciosa situata a destra della Piramide Armani che, come questa, si stacca dal versante occidentale della Sasso delle Undici.
La Piramide Delmonego è comunque chiaramente riconoscibile dal grande strapiombo sommitale a forma di proboscide.
La via sfrutta i punti più deboli della parete ed offre un'arrampicata molto bella anche se, purtroppo, a tratti un po' discontinua.
Per una ripetizione calcolare circa 5 ore.
Attacco
Dal bivacco Zeni si va in pochi minuti sotto la parete come agli itinerari precedenti ma, raggiunto il piede delle rocce, si sale un po' verso destra per giungere poi, verso sinistra e per facili rampe, ad una cengia dove troviamo il chiodo di partenza (ore 0.20 circa dal bivacco Zeni).
Discesa
Dalla cima si scende verso Est alla forcella che separa la piramide dal resto del monte.
Scendere poi verso Sud per il canalone sino a quando si può risalire il camino-canale situato di fronte.
Dopo averlo risalito si traversa lungamente sotto la parete fino ad un torrentello e, da questo, si comincia a scendere per roccia friabile fino a raggiungere il canale ghiaioso della Forcella "Vallaccia" da cui facilmente, per sentiero, si ritorna al bivacco Zeni.
(1 ora circa)
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