Torre Delago
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La torre è audace per ogni suo lato.
Il frequentatissimo spigolo Sud-Ovest, salito la prima volta da Tita Piaz con Francesco lori e Irma Gla-ser nel 1911, offre una bella esposizione.
Le difficoltà oscillano tra il III e IV grado.
Dal Rifugio Re Alberto, per tracce evidenti, si va sotto la base orientale della minuscola Torre Piaz, resto di un crollo affacciato all'esterno sopra il baratro delle Torri del Vaiolet.
Oltrepassata questa minore formazione, s'infila il caminetto divisorio fra la stessa e la Delago.
In breve, per una cengia rocciosa, si avvicina lo spigolo (sosta, clessidra e un chiodo).
Qui è l'attacco.
Si arrampica la parete a destra dello spigolo, con impegno più o meno dal III al IV gr. secco se si punta ad un tratto verticale di roccia bianca e solida (sosta presso un buon terrazzino proprio lungo il filo dello spigolo).
La diritta lama sovrastante si scala dapprima, con forte esposizione, sulla sinistra, quindi a cavalcioni sino a più facili rocce e a un nuovo punto di sosta (IV gr., poi III).
Si prosegue per lo spigolo ora più arrotondato, un pò sul lato destro, assecondando delle fessure e piccoli appigli per altre due corte lunghezze, per finire sulla cresta sommitale dopo qualche risalto .
Discesa:
Dalla vetta, spostandosi nella direzione della Torre Stabeler di circa 5 metri, si guadagna il primo ancoraggio cementato per la discesa in corda doppia.
Due calate di 20 metri conducono alla sottostante forcella con la Stabeler medesima e, come negli itinerari precedenti, s'insiste colle discese predisposte fino al gradone in faccia al Rifugio Re Alberto.
Per la via dei camini
Aperta da Paul Preuss con la sorella Mina e l'inseparabile Paul Relly la via segue invece lungo la serie di camini che collegano il basamento meridionale delle torri alla parte superiore della via originale di Hermann Delago, creando così una direttrice perfettamente verticale.
Dal Rifugio Re Alberto, come nell'avvicinamento all'itinerario precedente, si accosta la parete Sud della nostra torre.
Anziché puntare nel vicino canale con la Stabeler, dove si svolgono le calate in corda doppia della discesa di ambedue le torri e pure attacca il tracciato, oggi abbandonato in questo primo tratto, di Delago, si affrontano fin dal principio i camini evidenti che solcano per tutta l'altezza la solare parete Sud.
Subito si vince uno strapiombo, seguito da una fessura e da più facili rocce (IV grado superiore, poi III sup.).
Si prosegue dritto per altre due lunghezze, fino ad una cengia anche in collegamento, sulla destra, con il citato canale divisorio tra Delago e Stabeler (IV gr. e IV sup. continuo).
Insistendo verso l'alto, di due ravvicinate fessure parallele si sceglie quella di destra, quindi è la volta di un ulteriore camino (IV gr. sup.) o di una placca esposta spostata più a sinistra (IV gr.), al termine dei quali si trova comunque la sosta con un chiodo cementato.
Si conclude poggiando a sinistra, ancora per una fessura, per rocce rotte e per la crestina terminale allo spìqoIo Sud-Ovest.
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