Avvertenze sulle difficoltà e interpretazione
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CLASSIFICAZIONE DELLE DIFFICOLTA'
L'indicazione delle difficoltà di un itinerario viene data per lo più allo scopo di agevolare la scelta di un'escursione o di una salita.
A tal fine si è ricercata la massima obiettività possibile, pur tenendo conto del fatto che, soprattutto nel caso di itinerari poco frequentati, la classificazione delle difficoltà va considerata come indicativa.
È bene inoltre, per valutare correttamente l'impegno complessivo di una salita, tener conto anche di altri fattori (come lunghezza, qualità della roccia, chiodatura, ecc.) che possono influire in modo rilevante su di essa.
Quando viene indicato un numero arabo o romano seguito da ° (es. 5° o V) si intende l'uso della scala UIAA aperta, se seguito da una lettera che può essere solo (a b c) si intende l'uso della scala francese.
Quando dopo il grado ne esiste un'altro tra parentesi , questo si riferisce alla difficoltà in libera.
Di seguito diamo la corrispondenza tra scala UIAA e Francese:
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UIAA Francese
III+ 3a
IV- 3b
IV 3c
IV+ 4a
V- 4b
V 4c
V+ 5a
VI- 5b
VI 5c
VI+ 6a
VII- 6a+
VII 6b
VII+ 6b+
VIII- 6c/6c+
VIII 7a
VIII+ 7a+
IX- 7b
IX 7b+/7c
IX+ 7c+
X- 8a
X 8a+
X+ 8b
XI- 8b+/8c
XI 8c+/9a
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DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE
Per differenziare l'impegno richiesto dagli itinerari di tipo escursionistico si utilizzano le sigle della scala CAI:
T = turistico. Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l'accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell'ambiente montano e preparazione fisica alla camminata.
E = escursionistico. Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.
EE = per escursionisti esperti. Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi
di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all'apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l'uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell'ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l'uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini).
NOTA.- Per certi percorsi attrezzati o vie ferrate, al fine di preavvertire l'escursionista che l'itinerario richiede l'uso dei dispositivi di autoassicurazione, si utilizza la sigla:
EEA = per escursionisti esperti, con attrezzature. Gli itinerari EEA pur comportando sovente un impegno fisico paragonabile a quello richiesto dagli itinerari classificati ai più bassi livelli delle difficoltà alpinisti
che, si distinguono per la mancanza di attrezzature e segnalazioni sul terreno e quindi per la maggiore esperienza alpinistica richiesta.
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DIFFICOLTA' ALPINISTICHE
Vengono indicate per ogni itinerario.
In alcuni casi dubbi sono state indicate come difficoltà presumibili.
Tutte le valutazioni vengono fatte considerando la montagna in buone condizioni.
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1 - ARRAMPICATA SU ROCCIA
La valutazione delle difficoltà viene espressa con numeri romani, utilizzando la scala Welzenbach aperta verso l'alto secondo le indicazioni dell'UlAA.
Arrampicata libera. Le difficoltà si intendono superate in arrampicata libera quando non sia stato utilizzato nessun mezzo artificiale per la progressione o il riposo da un punto di sosta a quello successivo (= rotpunkt). La valutazione dei passaggi degli itinerari viene espressa con sette gradi e più, rappresentati da numeri romani:
I = primo grado. È la forma più semplice dell'arrampicata. Bisogna già
scegliere l'appoggio per i piedi; le mani utilizzano frequentemente gli
appigli per mantenere l'equilibrio. Non è adatto a chi soffre di vertigini.
II = secondo grado. Qui inizia l'arrampicata vera e propria, che richiede lo spostamento di un arto per volta e una corretta impostazione dei movimenti. Appigli e appoggi sono ancora abbondanti.
III = terzo grado. La struttura rocciosa, già più ripida o addirittura verticale, offre appigli e appoggi più rari e può già richiedere l'uso della forza. Di solito i passaggi non si risolvono ancora in maniera obbligata.
IV = quarto grado. Appigli e appoggi divengono ancora più rari e/o esigui. Richiede una buona tecnica di arrampicata applicata alle varie
strutture rocciose (camini, fessure, spigoli, ecc.), come pure un certo grado di allenamento specifico.
V = quinto grado. Appigli e appoggi sono decisamente rari ed esigui. L'arrampicata diviene delicata (placche, ecc.) o faticosa (per opposizione o incastro in fessure e camini). Richiede normalmente l'esame preventivo del passaggio.
VI = sesto grado. Appigli e/o appoggi sono esigui e disposti in modo da richiedere una combinazione particolare di movimenti ben studiati. La struttura rocciosa può costringere a un'arrampicata delicatissima n^ oppure decisamente faticosa dov'è strapiombante. Necessita un allenamento speciale e forza notevole nelle braccia e nelle mani.
VII = settimo grado. Sono presenti appigli e/o appoggi minimi e molto distanziati. Richiede un allenamento sofisticato con particolare sviluppo della forza delle dita, delle doti di equilibrio e delle tecniche di aderenza.
Dal VII le difficoltà aumentano fino all'attuale livello estremo (al limite dell'XI).
Ogni grado può avere un'ulteriore suddivisione in inferiore (-) o superiore (+).
A scopo di maggiore chiarezza e dato l'uso frequente, soprattutto nell'arrampicata sportiva, della scala francese, si riporta qui una tabella comparativa delle principali scale proposta dall'UlAA, oltre a un elenco esemplificativo di itinerari molto noti del Gruppo di Sella e di altri gruppi dolomitici.
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I Piz de Ciavazes, via normale M. Agner, via normale
Il Seconda Torre, via normale M. Civetta, via normale
III Dent de Mesdì, via normale Torre Stabeler, via Stabeler
IV Sass Pordoi, via Maria Campanile Basso, via normale
IV + Piz de Ciavazes, piccola Micheluzzi, Pala del Rifugio, spigolo Castiglioni-Detassis
V- Seconda Torre, via Kasnapoff Torre Grande d'Averau, via Miriam
V Torre del Pissadù, via Castiglioni-Detassis Punta Fiames, spigolo Jori
V+ Piz de Ciavazes, via Micheluzzi-Castiglioni Torre Venezia, via Tissi
VI- Piz de Ciavazes, via Schubert Brenta Alta, via Detassis
VI Piz de Ciavazes, diedro Buhl, Sass dla Crusc, diedro Mayerl (+A1)
VI+ Prima Torre, via Schober (in libera) Cima Scotoni, via dei Fachiri
VII Piz de Ciavazes, via Zeni (in libera), Pilastro di Rozes, via Costantini-Apollonio (in libera)
VII+ Marmolada di Rocca, Moderne Zeiten
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ARRAMPICATA ARTIFICIALE
Le difficoltà valutate in arrampicata artificiale si intendono superate con l'uso di mezzi artificiali (chiodi, cunei, dadi, friend, cordini, staffe, ecc.) utilizzati per la progressione.
Sono state in genere definite dai primi salitori e qualora i mezzi artificiali siano stati lasciati in posto cadono le difficoltà derivanti dal loro posizionamento; tuttavia viene mantenuta la valutazione attribuita dai primi salitori stessi.
A0
E' la forma più semplice della arrampicata artificiale.
I passaggi sono prevalentemente in arrampicata libera ma chiodi o altre assicurazioni intermedie (cunei, dadi a incastro, cordini attorno a clessidre o spuntoni, ecc.), vengono utilizzati come appiglio o appoggio; le staffe invece non sono necessarie.
Anche tenersi o farsi tenere in trazione sulla corda, compiere traversate alla corda o pendolarsi rientra nella classificazione A0.
A1
Quando i chiodi e altri mezzi artificiali si posano con relativa facilità.
Il passaggio richiede poca forza. È sufficiente l'uso di una staffa per ogni membro della cordata.
A2
Quando si hanno maggiori difficoltà nella posa dei mezzi artificiali (roccia compatta, fessure cieche, roccia friabile, ecc.).
Il passaggio è faticoso; si svolge spesso su placche verticali lisce o leggeri strapiombi.
Richiede l'impiego di 2 staffe a testa e una buona tecnica per il loro uso.
A3
Quando alle maggiori difficoltà presentate dalla roccia per la posa dei mezzi artificiali si aggiunge lo sforzo dovuto a posizioni scomode e precarie (strapiombi molto pronunciati, tetti, ecc.).
Necessita di almeno 2 staffe a testa e di una buona tecnica per il loro recupero.
A4, A5
Quando sono caratterizzati in misura crescente dalla precarietà dei mezzi artificiali, che in genere non sono più sufficienti a garantire anche una buona assicurazione.
Fra questi mezzi figurano in particolare rurp, ancorette, copperhead, skyhook, ecc.
La progressione diviene pure estremamente delicata.
NOTA. - Qualora un passaggio originariamente superato in artificiale, sia poi stato percorso in arrampicata libera, si usa indicare le due valutazioni corrispondenti (es. A1 oppure VII).
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Arrampicata mista
Quando una via presenta passaggi superati in libera e altri superati in artificiale, si abbinano le rispettive indicazioni, facendo precedere quella riferita ai passaggi più frequenti (es.: A1\VI = A1 prevale sul VI; V/A2 = V prevale su A2).
2 - CARATTERISTICHE DELLA VIA
Vengono date indicazioni sulla lunghezza (dislivello delle pareti misurato dalla crepaccia terminale o dall'attacco fino all'uscita o alla cima; sviluppo per talune creste o per vie dallo svolgimento non lineare), sulla continuità delle difficoltà, qualità della roccia, stato della chiodatura, possibilità di chiodatura o di uso di altri mezzi di assicurazione o progressione, distanza fra i punti di assicurazione, pericoli oggettivi, esposizione, possibilità di ripiegare o di deviare dalla via, evidenza e linearità del percorso, esposizione al maltempo, ecc.
Anche per le ascensioni su neve-ghiaccio si danno gli elementi corrispettivi.
Queste ed eventuali altre caratteristiche speciali vengono indicate per esteso nel testo all'inizio della descrizione di ogni via.
NOTA:
Indicazioni di lunghezza nell'ambito di una descrizione dell'itinerario si riferiscono ai metri d'arrampicata e vengono in genere stimati secondo lunghezze di corda di c. 40-50 m.
3 - VALUTAZIONE D'INSIEME
Viene utilizzata solo per qualche itinerario dalle caratteristiche particolari (su terreno infido, con neve, ecc.), dove le difficoltà non sono solo di ordine tecnico.
È una valutazione complessiva del livello e dell'impegno globale richiesto da un'ascensione, che tiene conto dei due gruppi di indicazioni precedenti: non rappresenta perciò né la somma né la media delle difficoltà tecniche dei singoli passaggi.
L'uso della valutazione d'insieme permette di non dover includere il fattore rischio nella valutazione puramente tecnica di cui al punto I.
Viene espressa mediante le sette sigle seguenti, ed è completata dall'indicazione dei passaggi di massima difficoltà:
F = facile
PD = poco difficile
AD = abbastanza difficile
D = difficile
TD = molto difficile
ED = estremamente difficile
EX = eccezionalmente difficile o (ABO)
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Nuova Scala delle Difficoltà
Sotto ho inserito un estratto della proposta del C.A.A.I. di una nuova
classificazione delle difficoltà alpinistiche.
Personalmente sono d'accordo di introdurre le indicazioni
R (rischio) e S (lunghezza della spittatura), ma introdurrei
nella valutazione globale i numeri romani preceduti dalla
lettera G o I (impegno globale) per evitare confusioni.
Il C.A.A.I propone di utilizzare: La lettera “R” (rischio, risk) seguita da un numero da 1 a 6 che ne rappresenta il grado Nelle vie spittate si usa la lettera “S” seguita da un numero da 1 a 6 e la valutazione si intende relativa solamente alla distanza tra gli spits. Per le vie miste si utilizzerà la sigla “RS”
Posto che la scala è aperta: Occorre stabilire una definizione per ogni gradino in funzione della distanza e dell’affidabilità delle protezioni
R = Rischio
R1 Facilmente proteggibile con protezioni sempre solide,sicure e numerose. Limitati tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze
R2 Mediamente proteggibile con protezioni sempre solide e sicure ma più rade. Tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze
R3 Difficilmente proteggibile con protezioni non sempre buone e distanti. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta fino a 7 - 8 metri al massimo e volo con possibile infortunio o caduta senza conseguenze letali
R4 Difficilmente proteggibile con protezioni scarse o inaffidabili e/o distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta fino a 15 metri con possib. di fuoriuscita di ancoraggi e volo con probabile infortunio o caduta senza conseguenzeletali e volo fino a 25 - 30 metri
R5 Difficilmente proteggibile con protezioni scarse, inaffidabili e distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Possibilità di lunghe cadute e di fuoriuscita di ancoraggi che può determinare un volo molto lungo con probabile infortunio o caduta senza conseguenze letali e volo di oltre 40 m
R6 Improteggibile se non per brevi e insignificanti tratti lontani dai passaggi chiave del tiro. Una eventuale caduta può avere conseguenze anche letali e può causare la fuoriuscita della sosta
S = Spittatura
S1 Spittatura normale come quella utilizzata in falesia. Distanza mai superiore ai 3/4 m tra uno spit e l’altro. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze
S2 Spittatura distanziata e tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale della caduta una decina di metri al massimo e volo senza conseguenze
S3 Spittatura a volte anche molto distante, passaggi quasi sempre obbligatori. Distanza tra gli spits anche superiore ai 5 metri Voli lunghi, ma non necessariamente pericolosi
S4 Spittatura molto distanziata (oltre i 7 metri) passaggi obbligatori. Una caduta può provocare un infortunio o caduta senza conseguenze e volo fino a 20 metri
S5 Spittatura oltre i 10 metri Passaggi obbligatori e tratti dove una caduta può facilmente provocare un infortunio (caduta su terrazzi e cenge al suolo) Anche le cadute senza conseguenze non sono mai inferiori ai 25 m
S6 Spittatura solo parziale e posizionata lontano dai passaggi chiave, tratti molto lunghi, anche superiori ai 20 m, in cui una caduta può avere conseguenze anche letali Anche le cadute senza conseguenze non sono mai inferiori ai 40 m
La valutazione è la media dei tratti più impegnativi della via, in modo da: Fornire un quadro medio della proteggibilità
Vie non omogenee:
1. Tratto scarsamente proteggibile 2. Però mediamente l’impegno è diverso
Casi particolari
Vie che in media 3. Hanno protezioni distanti 5. Un tiro su gradi tecnici molto superiori, ma con chiodatura molto ravvicinata
In questi casi di disomogeneità: Si potrà adottare una doppia valutazione: Riferita alla media della via Riferita al tratto più difficile
In generale questa pratica è da evitare e si potrebbe procedere aggiungendo un segno + alla valutazione media
L’impegno globale
Riguarda le vie lunghe e si riferisce al:
Tempo che occorre per:
La salita L’accesso (lontananza dal fondovalle) La discesa (difficoltà di ritirata) L’ambiente in cui si opera 2. Difficoltà psicologica generale
Sostituisce la scala classica francese (D, TD, ecc.) La scala più adatta, seppur con qualche aggiustamento, è quella americana in uso per le big wall:
Ha sette livelli (da I a VII) Si usa sia su roccia che su ghiaccio
Impegno globale
I Via corta che richiede poche ore Nei pressi della strada Con avvicinamento comodo Ambiente solare e ritirata comoda
II Via di diverse lunghezze Lunghezza superiore ai 200m Avvicinamento comodo ma superiore a 1 ora di marcia Ritirata comoda
III Via lunga oltre 300m Ambiente severo Lungo avvicinamento Quasi tutta la giornata per essere superata La ritirata può non essere veloce
IV Via molto lunga, superiore ai 500m Parete severa Distante dal fondovalle Tutta la giornata per essere superata Ritirata che può essere complicata e non svolgersi sulla linea di salita
V Via molto lunga stile big-wall Richiede, normalmante, un bivacco in parete Lungo avvicinamento Ritirata difficile Ambiente severo
VI Big-wall che richiede più giori di permanenza in parete Ambiente di alta montagna Ritirata difficile Avvicinamento e discesa molto lunghi
VII Stesse caratteristiche del grado VI, ma potenziate nel caso di big-wall che necessitano di una spedizione e più tempo di permanenza in loco e in parete per essere superate (Himalaya, Patagonia, Ande, Alaska,Groenlandia, Pamir, ecc,)
Esempi:
Alpi Cozie e Marittime
Mongioie, Site de Vols: II, S3, 7a+ (6c obbl.) Corno Stella, Barone Rampante: II, S2, 6b (6a obbl.) Tete d’Aval, Balade d’Enfer: III,S3, 7b (6b obbl.) Tete d’Aval, Ranx Xerox: III,S2,7a (6b obbl.)
Gran Paradiso 4. Sergent, Fessura della Disperazione: I, R3, 6b (5c obbl.) 5. Parete delle Aquile, Balma Fiorant: II, R2, 6b (5c obbl.) 6. Becco della Tribolaz., Conto fino a Zero:III, R2, 6b+ (6a+ obbl.) 7. Punta Marco, Alison: III, R2, 7b (6b obbl.) 8. Becco di Vals., Nel corso del Tempo: III, RS3, 7a+, (6b+ obbl.) 9. Becca di Moncorvè, Lorenzi: IV, R2, 6b+/A2 o 5c/A2
Monte Bianco Piramid du Tacul, Ottoz: II, R1, 4c Pic Adolphe Rey, Bettemburgh: II, R1, 6b, o 5c/A0 Aig. Du Roc, Marchand de Sable: II, RS2, 6a+, (6a obbl.) Grand Capucin, Svizzeri: III, R2, 6b o 5c obbl. Grand Cap., Voyage selon Gulliver : III, RS3, 7a/A0, (6b obbl.) Aig. Du Dru, Diretta Americana: IV, R2, 6c o 5c/A0 Aig. Noire, Cresta Sud: IV, R1, 5c Aig. Noire, Nero su Bianco: IV, R3, 7b (6b+ obbl.) Monte Bianco, Divine Providence: V, R3, 7c o 6a/A2
Alpi Centrali 2. Pizzo Badile, Another day in Paradise: IV,RS2,6b (6a+ obbl.)
Val Masino 6. Precipizio degli Asteroidi, Oceano Irraz.: III, R3, 6b (6a+ obbl.) 7. Scoglio delle Metamorfosi, Luna nascente: II, R2, 6b o 5c/A0 8. Pizzo Qualido, Qualiplazir : III, RS2, 7b (6c obbl.)
Dolomiti 2. Marmolada, Don Chisciotte : IV, R2, 6a o 5c/A0 3. Marmolada, Soldà : IV, R2, 6b o 5c/A0 4. Marmolada, Gogna : IV, R3, 6b (6a obbl.) 5. Marmolada, Tempi Moderni : IV, R2, 6c, o 5c/A0 6. Marmolada, Pesce : V, R4, 7b+ o 6c/A3 7. Civetta, Torre Trieste, Cassin : IV R2, 6c+ o 5c/A1 8. Sass d’la Crusc, Diedro Mayerl : III, R2, 6b o 5c/A0 9. Cima Scotoni, Lacedelli : III, R2, 6c+ o 5c/A0 10. Tofana di Rozes, Costantini-Apollonio : III, R2, 6c o 5c/A0 11. Cima Grande di Lavaredo, Comici-Dimai : IV, R2, 6b o 5c/A1 12. Cima Grande di Lavaredo, Brandler-Hasse : IV, R2, 7a+ o 5c/A1 13. Cima Grande di Lavaredo, Claude Barbier : V, R4, 7b+ (6c+ obbl.) 14. Cima Grande di Lavaredo, ISO 2000 : IV, RS3, 7a (6b obbl.) 15. Cima Ovest di Lavaredo, Couzy : V, R4, 8b o 6a/A3 16. Piz Ciavazes, Bhul : I, R2, 6a o 5c/A0 17. Meisules, Der Tod und Das Madchen : I, RS2, 6c (6a+ obbl.)
Wendnstock 3. Pilastro Excalibur, Lancelot : III , S3, 7b ( 6b+ obbl.) 4. Dom, Andorra : III, RS3, 7c (6b+ obbl.) 5. Reissend Nollen, Batman : III, S4, 7b+ (7a+ obbl.)
Arco e Val d’Adige Colodri, Guru Bassi : II, S2, 8a ( 7a+ obbl.) Piccolo Dain, La rosa dei Venti : III, S3, 7c ( 7b obbl.) Monte Casale, Viaggio nel Passato : IV, R4, 6b ( 6a obbl.) Monte Brento, Stati d’Ansia : IV, R3, 6a, A2 Monte Brento, Il grande Incubo : V, R3, 6a, A3, A4
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4 - DIFFICOLTA' SU NEVE-GHIACCIO
Per questo tipo di ascensioni si considerano le condizioni mediamente buone (non ottime) della montagna.
Le inclinazioni dei pendii sono espresse in gradi.
Per analogia con la valutazione d'insieme delle salite su roccia, pur tenendo conto della variabilità degli elementi, si usano le stesse sigle (F, PD, AD, ecc.).
Se l'ascensione si svolge su terreno misto (neve e roccia) vengono indicati anche i gradi dei passaggi rocciosi, mettendo comunque in risalto le caratteristiche dominanti.
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DIFFICOLTA' SCIALPINISTICHE
Per gli itinerari scialpinistici vengono usate le sigle delle scala Blachère, che valuta nel suo insieme l'itinerario con riferimento alla capacità tecnica dello sciatore.
MS = itinerario per sciatore medio (che padroneggia pendii aperti di pendenza moderata).
BS = itinerario per buon sciatore (che è in grado di curvare e di arrestarsi in breve spazio e nel punto voluto, su pendii inclinati fino a c. 30°, anche con condizioni di neve difficili).
OS = itinerario per ottimo sciatore (che ha un'ottima padronanza dello sci anche su terreno molto ripido, con tratti esposti e passaggi obbligati).
L'aggiunta della lettera A indica che l'itinerario presenta anche caratteri alpinistici (percorso di creste, tratti rocciosi o esposti, ecc.) per cui può rendersi necessario l'uso di attrezzatura adeguata (corda, piccozza, ramponi, ecc.). Per gli itinerari di sci ripido e sci estremo l'inclinazione, ove conosciuta, viene espressa in gradi.
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