SASS   MAOR   (2814)

VIA  1     VIA COMUNE

VIA  2     VIA  SOLLEDER

VIA  3     VIA  BIASIN

VIA  4     VIA ONIX

VIA  5     VIA   SUPERMATITA

VIA  6     VIA  THE CHANGE IS LIFE

VIA  7     VIA  MASADA

VIA  8     ATTACCO DIRETTO BETTEGA

VIA  9     VIA BRUNO CREPAZ

VIA  10   VIA ALESSIO MASSAROTTO

VIA  11   VIA     CASTIGLIONI-DETASSIS

VIA  12   RACCORDO SCALET-FRANZINA

VIA  13   VIA SCHERZI D'ESTATE

VIA  14   VIA   LARITTI-PAGANI

VIA 15    VIA   NUREYEV

VIA 16    VIA   NORMANN  NERUDA

Il SASS MAOR rivolge ad Est e a Sud-Est una tra le più belle ed importanti pareti delle Alpi.

Con più di 10 km di scalate di primo piano e 6 itinerari oltre i 1000 m.

La parte migliore della roccia è sul versante Est e occupa una fascia obliqua larga 250 m e alta 800 m, quella che possiamo chiamare le "Placche d'argento" per il loro colore grigio molto chiaro segno di grande compattezza.

Il Sass Maor ha una calotta ampia con la forma caratteristica di un cono.

È separato dalla Cima Madonna da una forcella e un profondo canalone sassoso che scende in direzione Sud-Sud-Est, e termina con un breve salto da superare con una doppia da 25 m (anello sul posto), dal quale passa la via comune sia della Cima Madonna che del Sass Maor.

Sul versante Est e Sud-Est ci sono i grandi itinerari e la parete presenta un dislivello in unico salto di 1100 m.

VIA      VIA COMUNE ATTUALE

SASS MAOR - Via NORMALE Salita e Discesa

SALITA - Parete Sud-Ovest

Primi salitori:  M. Bettega-F. Lacedelli-G. Euringer, 18 luglio 1892

Difficoltà:  PD, III                                             Sviluppo:  300 m

Materiale:  soste presenti a chiodi, clessidre e anelli cementati, Normale Dotazione stica

Tempi:  avvicinamento 20 minuti, salita ore 2, discesa ore  1

SALITA

Dal rifugio del Velo andare allo sbocco del canalone che scende tra la Cima Madonna ed il Campanile Luigia

(15 minuti).

Superare il primo salto sulla parete di sinistra su una placca di III (è il passaggio più impegnativo) alla fine del quale si trova un grosso anello per la discesa.

Continuare a zigzag nel canalone (bolli rossi), passando sulla costola di sinistra al secondo salto, e subito dopo a destra fino dove si dirama sulla destra in basso la profonda gola tra il Sass Maor ed il C.le Luigia.

Puntare alla forcella tra Sass Maor e la Cima Madonna, superare la strozzatura di un grande masso incastrato sulla destra o passando sotto il masso, poi facilmente fino alla forcella.

Continuare salendo le rocce del Sass Maor per circa 120 metri con passaggi di II e III su roccia discreta fino ad una serie di gradoni che aggirano la cima fino sul versante Est in corrispondenza di un terrazzo inclinato.

Superare un ultimo salto di 50 metri (III) direttamente arrivando in vetta. Circa 2 ore.

DISCESA

La via normale si può seguire con una certa facilità per le numerose tracce alle quali vanno aggiunti i bolli rossi, dalla vetta andare in direzione Est e scendere un gradino per le doppie (1 lunga o due corte da 30 m).

Da un terrazzo inclinato contornare il versante Nord fin sopra la forcella con la Cima Madonna.  Altre due doppie corte o una lunga permettono di raggiungere la forcella.

Scendere ora per il canalone di sinistra (sud) fino ad un masso incastrato, si può passare sotto, raggiungendo rapidamente il bivio con la gola dei Pissotti, andare a destra scendendo fino all' ultimo salto da superare con una doppia (corta). Ore 1,30 (totale ore 3,30).

VIA   2         VIA  SOLLEDER

Primi salitori:  E. Solleder-F. Kummer, 2 settembre 1926

Valutazione estesa:  VI-      Fattore di rischio:   2   (scala 1-4)   Impegno:  II   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  TD   Coefficiente di Difficoltà:  3015  Coefficiente Globale:  3467

(80*0,5) +(100*3) +(15*8)+(15*10) +(20*8)+(20*10) +(40*8) +(40*8) +(20*8)+(20*10) +(20*8) +(20*10) +(15*8) +(15*10) 
+(10*5)+(10*3)+(10*8) +(10*5)+(10*3) +(50*3) +(50*0,5) = 3015  580m.
 
Sviluppo:  700 m.
 
Rischio:  R3  (Scala 1-6)

Roccia:  ****  (scala 1-5)

Soste:  sì a chiodi, clessidre

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Est

Avvicinamento:  ore 3 dal parcheggio di Fosna; ore 1,40 dal Rif. Velo

Tempo di salita:  ore 5

Tempo di discesa:  ore  1,30

DESCRIZIONE

È una delle grandi classiche delle Dolomiti di difficoltà medio alta.

La via non inizia alla base vera della parete, ma sull'ampia spalla Sud-Est, presso la sella dove termina la "Banca Orba" ed inizia la "Diagonale Solleder".

Si può andare all'attacco dalla Val Pradidali per il 'Sentiero del Cacciatore' fin poco sotto la parete Est della Cima della Stanga.

Qui si abbandona il sentiero principale, seguendo delle tracce quasi in piano in direzione Nord, rientrando nell'alta Val dei Pissotti.

Qui ci sono due possibilità per raggiungere la Sella della Banca Orba: traversare a destra, circa in quota, e aggirare i salti di roccia seguendo delle tracce di sentiero che risalgono poi tutta la ripida banca fino alla sella; oppure risalire il ghiaione e dei facili salti di roccia fin sotto la parete Sud-Sud-Est del Sass Maor allo sbocco (presso una profonda grotta e tracce di bivacco) del ripido canalone che scende dalla Sella costeggiando la parete.

Superare il primo salto del canalone (II+) su ottime rocce levigate e continuare più facilmente fino alla sella.

Ore 3 dal Parcheggio di Fosna.

L'altra possibilità di avvicinamento: dal Rif. Velo prendere ancora il Sentiero del Cacciatore, ma in senso inverso.

Scavalcare la Cima della Stanga e scendere nel Vallon dei Pissotti fin poco sotto la Parete Est dove si diramano verso Nord le tracce quasi in piano.

Poi si continua come nel primo caso.

Dalla sella della "Banca Orba" inizia la salita con una lunga diagonale che taglia tutta la parete con diversi passaggi di III o III+ e buona roccia.

Soltanto un breve tratto dopo il "Castello di Onix" è ghiaioso e richiede più attenzione.

Vedere  Schizzo

DISCESA:  Vedere la discesa della Via comune (1).

VIA   3        VIA  BIASIN

Via  BIASIN - PARETE SUD EST

Stupenda e difficile ascensione con grande esposizione e ottima qualità della roccia ad eccezione di un breve tratto alla 8° lunghezza.

Via stupenda per idea e compimento che risolve, con uso di mezzi artificiali, il problema della salita da sud-est del Sass Maòr.

Primi salitori:  Samuele Scalet-G.C. Biasin, 1, 2, 3 agosto 1964

Difficoltà:  ED, VI+, A0 (IX), V nei primi 300 m. in comune con la via Scalet-Franzina

Coefficiente di Difficoltà:  4144  Coefficiente Globale:  4972

(15*0,5)+(15*8) +(20*5)+(20*3)+(10*0,5) +(30*5)+(20*3) +(25*8)+(20*3) +(30*3) +(10*8)+(10*10)+(10*16)+(10*18) +(15*18)+(10*16) +(10*18)+(10*10) +(10*14)+(5*8)+(5*10) +(10*16)+(10*18)+(10*10) +(10*10)+(10*8)+(10*5) +(15*8)+(10*14)+(5*19) +(10*8)+(25*18) +(10*10)+(5*21) +(25*0,5)+(25*0,7) +(60*0,5)+(60*0,2) =  4144  615m.

Sviluppo:  650 m.

Rischio: R4 (scala 1-6)

Materiale:  soste presenti a chiodi e clessidre, Normale Dotazione Alpinistica

Tempi:  avvicinamento ore 3, salita ore 6-8, discesa ore 1,30

SALITA

L'attacco è comune a quello originale Solleder.

La direttiva della via è rappresentata da fessure parallele ai camini dell'attacco Solleder, ma più in alto, e da una fascia di rocce grigio-nere che sul versante Sud Est vengono ad incunearsi dall'alto nei grandi strapiombi gialli visibili da tutta la Val Pradidali.

Per i camini Solleder guadagnare circa 60 m (terrazzo-chiodo).

Uscire a sinistra sulla parete, e quindi verticalmente ad un terrazzo (chiodo).

Proseguire per 7 m lungo un marcato diedro inclinato a sinistra; uscire a sinistra prendendo una fessura (chiodo) che conduce ad una lama staccata di cui si rimonta lo spigolo scendendo 2 m dietro (chiodo).

Salire in verticale ad un terrazzo (40 m) alla cui sinistra si prendono delle buone fessure-camino inclinate a destra che portano in 120 m all'inizio dei gialli sotto un marcato diedro giallo che è conveniente aggirare prima con traversata di 10 m a sinistra e quindi altrettanti metri in verticale.

(Nota: da questo punto si dirama ed inizia a sinistra per un diedro la via di raccordo S. Scalet e G. Franzina).

Proseguire a destra oltrepassando una lista di roccia fino ad una stretta cengia che finisce contro una costola in una piccola nicchia all'inizio delle maggiori difficoltà (fin qui 300 m con costanti difficoltà di 4°).

Salire in verticale per 30 m ad un punto di sosta su staffe.

Girare a destra (non seguire i chiodi verso sinistra), una costola di roccia che in grande esposizione porta alla base di un grande diedro giallo-bianco da seguire per 25 m uscendo quindi a destra (bivacco).

Rientrare in obliquo sopra una strozzatura della fessura di fondo.

Uscire a sinistra, verso lo spigolo, per parete friabile con grande esposizione fino ad un piccolo gradino spiovente (cuneo).

Continuare in obliquo a sinistra per prendere due fessure ben marcate che in 15 m. portano ad un punto di sosta dal quale si continua un pò a destra per placche levigate e povere di fessure e in 30 m obliqui a sinistra, conducono sotto un rilevante tetto.

Girare a destra e traversare in senso inverso subito sopra il tetto, guadagnando un altro diedro.

Salire direttamente (40 m) ad un buon punto di sosta (bivacco).

Ancora direttamente, per la parete gialla e strapiombante, alla base di un diedro chiuso in alto da un tetto da superare uscendone a sinistra verso la calotta terminale.

Per rocce facili raggiungere la vetta.

 DISCESA: Vedere la via Comune

VIA   4         VIA ONIX

Via ONIX - Parete Sud-Est

Primi salitori:  Samuele Scalet-Gianni Fellin in 5 giorni dall'ottobre 2001 al luglio 2002

Difficoltà:  ED, A0 (VII+)   Coefficiente di Difficoltà:  11405  Coefficiente Globale:  13686

(50*0,2) +(55*3) +(50*14) +(35*10) +(55*8) +(45*10) +(55*10) +(50*8)+(5*20) +(35*5) +(40*20) +(55*10) +(25*18)+(20*8) +(55*8) +(25*14)+(30*8) +(55*14) +(45*20) +(20*10) +(45*16) +(20*18) +(25*16) +(25*16) +(40*20) +(25*14) +(50*0,5) +(50*3) =  11405  1170m.

Sviluppo:  1250 m.

Rischio: R4 (scala 1-6)

Materiale:  soste presenti a spit e clessidre, 20 rinvii e 6-7 kevlar)

Tempi:  avvicinamento ore 1,20 dal Parcheggio di Fosna, salita ore 5 per "Quarti di luna" e ore 7 per "La fieora del sabo", discesa ore 1,30

SALITA

Questa via come "Masada" e "Supermatita" aperta in 5 giorni tra la metà settembre 2001 e luglio 2002, percorre l'intera parete Est del Sass Maor.

Con uno sviluppo oltre i 1200 m e una difficoltà complessiva di ED è tra le grandi salite dolomitiche.

"Onix" collocata tra "Supermatita" e la "Biasin", supera in modo diretto i Quarti di Luna e i grandi strapiombi ESE offrendo un'arrampicata spettacolare, in continuo crescendo dalla base alla calotta.

La via è divisa dalla 'Diagonale Solleder' in due parti percorribili separatamente:

"Onix bassa", fino alla lunghezza 14, denominata "Quarti di Luna" e la parte sopra la lunghezza 14 chiamata "Fieora del sabo".

La roccia grigia è sempre eccezionale, compatta, ricca di clessidre e può essere paragonata a Masada.

La roccia degli strapiombi è generalmente di buona qualità e i tratti più impegnativi sono ben protetti.

A circa due terzi della salita, immediatamente sopra la diagonale Solleder, si trova il "Castello di Onix" che si raggiunge per la spaccatura Sud ed offre l'unico comodo posto per bivacco, all'inizio degli strapiombi della parte alta.

Le soste sono attrezzate, alcune con un solo spit, ma di lunghezza superiore al normale.

Le corde fisse dalla lunghezza 17 a alla 21 sono state lasciate per rendere possibile una eventuale ritirata dalla parte alta.

Gli spit intermedi sono stati usati soltanto nei passi difficilmente proteggibili con altri mezzi.

Indispensabile un medio set di chiodi; utili i cliff.

1)  L'attacco è a circa 40 m a destra dell'inizio della parte attrezzata del "Sentiero del Cacciatore"; 30 m a sinistra dell'attacco di "Supermatita". Nome all'attacco.

Iniziare obliqui a sinistra, poi superare dei facili gradoni (50m, III).

2)  Circa 25 m nella fessura poi obliqui a destra per 30 m alla base di una ripida placca (55m; IV; 1 spit).

3)  Continuare obliquando a sinistra sulla placca fino alla base di un'altra placca che termina a punta sotto la prima fascia strapiombante.

Sosta alla base della placca (50m; VI-, 1 spit).

4)  Superare la placca con una diagonale a destra fino ad aggirare uno spigolo dietro il quale si sosta (35m; V+; 2ch (1 tolto), spit + ch)

5)  Proseguire passando a destra di un rigonfiamento strapiombante poi lungo un canale fessurato (55m; un passo di V; 1 ch; 1 spit)

6)  Attraversare un avvallamento e continuare sulla destra per fessure, tornando a sinistra poco sopra ad una buona sosta (45m; V+; 1 spit).

7)  Obliquare leggermente a sinistra superando dei brevi salti verticali fino alla base di un diedro con placca (55m; V+; 1 spit).

8)  Superare la placca (spit) e uscire a sinistra continuando per una fessura che poi si allarga e porta poco sotto il primo quarto di luna (55m; 2m VII-, V; 1 spit).

9)  Continuare mirando alla base del bordo sinistro del primo quarto (35m; IV+; 2 cless.).

10)  Diritti per la parete verticale entrando per circa 20 m nel secondo quarto (40m; VII; 3 sp, 3 cl.; vicino al bordo destro: 1sp + 1cless.).

11)  Obliquare a destra verso la netta discontinuità dell'arcata (55m; V+; Sosta in una nicchia nera immediatamente sotto l'arcata: 2 spit).

12)  Superare lo strapiombo con buchi, ottime prese e 3 sp. (A0).

Uscire a sinistra appena possibile e continuare verticalmente (clessidre).

(45m; VI+, A0, V; 2 spit).

13)  Continuare in verticale per 55 m sempre su ottima roccia (55m; V; 4 cless. + 1ch.; 1 spit + 1 cless.).

14)  Traversare a sinistra 3 m e prendere una fessura che porta su una cornice.

Superare un muretto e in breve raggiungere la Diagonale Solleder.

Dieci metri in alto sulla parete di fronte sosta con un anello di corda (55m; V; clessidre; 2 cless.).

15)  Verticalmente su roccia solida e clessidre alla base della fessura Sud del "Castello di Onix".

(55m; VI- e V; 1 spit + 1 cless.).

16)  Continuare per la fessura che si allarga dopo 6 m (55m; VI-; 4ch. + cless.; 1 cless.).

17)  Salire in verticale 15 m la parete gialla con buoni buchi (clessidra con anello). Verticalmente altri 10 m a un chiodo, quindi a sinistra a una rientranza (ch + cless), altri 15 m in diagonale a sinistra a una sosta su due spit sul bordo di una nicchia (45m; VII, A0; 4 ch. + 4 cless.+ 6 spit; 2 spit).

18)  Seguire gli spit per 18 m ad una rientranza 15 m sopra il primo bivacco della "Biasin"

(18m; A0, V+; 1 spit + 1 cless.).

19)  Uscire a sinistra e seguire in verticale gli spit ed i chiodi su buona roccia e lunghe lame oblique

(45m; A1, A0, VI+; 1 spit + 1 ch).

20)  Puntare a 2 piccole nicchie presso le rocce grigie dello spigolo soprastante. (18m; A0, VI+; 2 spit).

21)  Uscire a sinistra e prendere una fessura che dopo 25 m porta ad un comodo posto di sosta

(25m; VI, A0; spit + cless.).

22)  Leggermente a destra su roccia lavorata verso un camino svasato.

Dopo 20 m traversare a sinistra 4 m, oltre lo spigolo a una comoda sosta (25m; VI, A0; 1 spit).

23)  Leggermente obliqui a sinistra poi in verticale e infine 10 m a destra in una nicchia (40m, VII e A0; 1 spit)

24)  Traversare a destra 5 m (1 ch. + 1 spit).

Proseguire un pò obliqui a destra (2 spit) fin dove finiscono le difficoltà (25m; VI-; clessidre).

25-26-27)  Proseguire su rocce facili fino in vetta (100 m; IV, III).

DISCESA: Vedere la via Comune

VIA   5        VIA   SUPERMATITA

Primi salitori:  Maurizio Zanolla-P. Valmassoi, agosto 1980

Difficoltà:  ED+, VII   Coefficiente di Difficoltà:  8880  Coefficiente Globale:  11100

(130*8) +(40*6) +(40*8) +(80*5) +(40*10) +(40*8) +(80*6) +(40*8) +(40*10) +(80*3) +(40*8) +(40*3) +(40*6) +(40*10) +(70*8) +(40*5) +(40*14) +(30*10) +(20*16) +(30*21) +(30*8) +(25*6) +(40*8) +(60*3)+(60*0,5) +(50*3) = 8880  1255m.

Secondo Manolo  (130*0,7) +(40*6) +(40*0,7) +(80*3) +(120*5) +(120*6) +(40*3) +(40*5) +(60*3) +(80*5) +(40*6) +(20*8) +(40*10) +(40*18) +(40*6) +(40*5) +(40*3) +(40*8) +(40*6) +(60*0,7) +(120*0,5) = 5561 1270m.

Rischio: R5 (scala 1-6)

Fattore di rischio:   4 (scala 1-4)   Impegno:  V   (scala 1-7)

Sviluppo:  1200 m.  Materiale:  soste presenti a spit e clessidre, Normale Dotazione a

Tempi:  avvicinamento ore 1,20 dal Parcheggio di Fosna, salita ore 12, discesa ore  1,30

SALITA

Superba via, la prima in ordine di tempo a percorrere integralmente la grande parete orientale del Sass Maor.

Con uno sviluppo oltre i 1200m e difficoltà complessive ED+, si pone tra le grandi salite dolomitiche.

Itinerario ardito, aperto con l'uso di soli 7 chiodi e con tratti molto impegnativi su roccia friabile.

L'attacco si trova circa 70 metri a destra dell'inizio della parte attrezzata del 'Sentiero del Cacciatore', sulla verticale del tetto nero che chiude a sinistra l'ampia arcata strapiombante che taglia in obliquo il grande muro di placche grigie.

I riferimenti successivi sono le due estremità destre delle arcate strapiombanti dette "Quarti di luna" a circa 380 m dalla base, l'incrocio con la "Diagonale Solleder" 50 m prima della sua fine, alla base della fessura di destra del pilastro chiamato Castello di Onix.

La via inizia qui la sua parte alta risalendo la fessura del pilastro fin dove si perde nei gialli (V-).

Ancora in verticale per 45 m, poi a sinistra verso uno spigolo sotto un grande strapiombo nero.

Dietro lo spigolo obliquare a sinistra per roccia infida fino ad una nicchia con una ottima clessidra, all'inizio del tiro chiave.

A destra dello spigolo per una fessura strapiombante e di pessima roccia ad un comodo terrazzino.

Uscire a destra ancora su roccia molto friabile raggiungendo una nicchia e proseguendo per un diedro-fessura che porta ad una cengia grigia, fuori dalle maggiori difficoltà.

DISCESA: Vedere la Via Comune

ALTRA RELAZIONE  di Manolo

Materiale consigliabile: cordini di varie misure per clessidre e almeno una decina di ch. assortiti, qualche exentric di media misura

La via si sviluppa per i primi 750 m. quasi verticalmente lungo la grigia parete levigata e poi zigzagando supera la sezione strapiombante di 450 m.

Da dove iniziano le prime corde metalliche del sentiero del Cacciatore (n. 742) seguire il canalone come per la via Solleder 50 m. circa, fino alla base di una serie di fessure che conducono in direzione di un grande tetto nero, seguirle senza eccessiva difficoltà (fin qui 150 m., rocce non buone, III).

Dal terrazzo sotto il grande strapiombo nero elevarsi qualche m. su roccia gialla e friabile fino a raggiungere la grigia placca, traversare 15 m a destra guadagnando una zona più facile (1 ch. con cordino).

Salire in direzione di un diedro grigio che si evita a sinistra e rientrare sopra; quindi, per fessura, portarsi all'altezza dei grandi strapiombi di sinistra.

Obliquare a destra superando un muro compatto fino ad una stretta e lunga cengia nel cuore della parete (fin qui 350 m, V).

Proseguire in dirittura del diedro grigio formato da un grande pilastro appoggiato alla parete gialla sovrastante.

A questo punto si incrocia la via Solleder esattamente 50 m. prima del diedro, ch. con cordino (350 m, roccia ottima, assicurazione su clessidra, V ).

Risalire il diedro fessurato, grigio, fin dove esso muore nella parete gialla e strapiombante (70 m, roccia ottima, IV+).

Verticalmente per 45 m.

Ritornare a sinistra 20 m. e quindi traversare ancora a sinistra 10 m. ad un listello presso uno spigolo sotto un grande strapiombo nero (roccia ottima, V).

Aggirare lo spigolo e salire in diagonale a sinistra ad una fessura friabile.

Seguirla alcuni metri, obliquare ancora 5 m. a sinistra ed infine su roccia infida per 15 m. ad una piccola nicchia con ottima clessidra ( V+).

Salire, 30 m a destra dello spigolo, per fessura strapiombante su roccia pessima; da un chiodo continuare 4 m circa, piegare a destra e portarsi dopo 10 m ad un comodo terrazzino (VI+).

Questa lunghezza costituisce il tratto chiave della salita.

Da qui uscire a destra su roccia pessima ad una nicchia, superarla e continuare per fessura diedro ad una cengia di roccia grigia sulla destra (50 m; V-).

Spostarsi 10 m a destra e quindi verticalmente su placca grigia ad un'altra cengia (60 m, IV+).

Obliquare a sinistra su un muro grigio fin sotto una strapiombante fessura nera e bagnata, ancora 15 m a sinistra doppiando lo spigolo ad un vertiginoso listello (50 m, V).

Ancora qualche m. a sinistra, quindi verticalmente un centinaio di m. con difficoltà decrescenti alla cresta sommitale su roccia ottima.

                   NOTA: Sono gradi dati da Manolo,  è meglio aumentarli di 1 grado

DISCESA: Vedere la discesa della Via Comune (1).

VIA          VIA  THE CHANGE IS LIFE

Primi salitori:  Igor Koller e compagni

Sviluppo:  550 m

Valutazione estesa:  V+, VIII+ (1 passo) Fattore di rischio:  2 (scala 1-4) Impegno:  II   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  ED-  

Coefficiente di Difficoltà: 4580+3880= 8460  Coefficiente Globale:  5496+4656 = 10152

(45*8) +(50*10) +(45*3) +(50*8) +(45*10) +(35*21) +(75*8) +(40*10) +(45*8) +(35*8) +(40*3) +(40*6) =  4580  595m.  + Via Supermatita +(40*5) +(40*14) +(30*10) +(20*16) +(30*21) +(30*8) +(25*6) +(40*8) +(60*3)+(60*0,5) +(50*3)  = 3080  980m.

Rischio: R4

Roccia:  *****  (scala 1-5)

Soste:  sì a chiodi e clessidre

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Est

Avvicinamento:  ore 1,20 

Tempo di salita:  ore 5

Tempo di discesa:  ore  1,30

Vedi schizzi

DESCRIZIONE

Magnifica ascensione nel cuore delle "Placche d'argento".

La roccia è eccezionale e non è nemmeno difficile trovare la via anche se ci sono pochi punti di riferimento.

L'attacco si trova in cima al conoide ghiaioso sulla verticale del bordo destro della grande arcata strapiombante a circa 100 m balla base.

L'altro punto caratteristico è il bordo sinistro della fascia leggermente più scura e strapiombante a circa 230 m dalla base alta 15 m e larga 60 m.

La direttiva della via è poi il bordo destro del "Castello di Onix", che non viene raggiunto perché la via esce a sinistra sulla diagonale Solleder circa 50 m prima.

DISCESA: Vedere la discesa della Via Comune (1).

VIA   7         VIA  MASADA

Via  MASADA - Parete Est

Primi salitori:  Marco Canteri-Samuele Scalet-Davide Depaoli, 4 giorni nell'agosto 2001

Difficoltà:  ED+, VIII -  Coefficiente di Difficoltà: 13437  Coefficiente Globale:  16124

(45*0,5) +(50*16) +(55*20) +(30*0,5)+(20*5) +(50*18) +(50*10) +(50*10) +(55*6) +(55*19) +(55*20) +(55*6) +(30*0,5) +(50*5) +(30*10) +(35*8) +(45*19) +(45*20) +(45*21) +(40*18) +(50*5) +(50*20) +(60*19) +(80*0,5) = 1130m.

Rischio: R4 (scala 1-6)

Sviluppo:  1250 m

Materiale:  soste presenti a spit e clessidre, Normale Dotazione Alpinistica con 8 kevlar

Tempi:  attacco ore 1,20, salita ore: fino L11 (L14) (L24): 7 (8) (14), discesa ore  1,30

Masada è l'acronimo dei nomi dei primi salitori ed anche il nome di un'antica fortezza con alte mura vicino al Mar Morto dal forte significato patriottico di resistenza ad oltranza per Israele.

Grande via, sulla più nota parete Est delle Pale, riproposta in chiave moderna.

Ideata da Samuele Scalet, si distingue per la lunghezza, la difficoltà continua e l'eccezionale qualità della roccia che ne accentuano il valore e la bellezza.

Richiede ottima preparazione tecnica e atletica.

E' divisa in due parti, percorribili separatamente o insieme: 'Masada bassa' fino a L14 e 'Masada alta' da L14 a L24.

Le soste (tranne L12, L13, L14) sono a spit con anelli di calata per consentire un rapido ritorno alla base o alla 'Diagonale Solleder' (corde da 55 m, con numerosi tiri obliqui).

Gli spit intermedi sono stati usati soltanto nei passi difficilmente proteggibili con altri mezzi.

Numerose clessidre sono la base della protezione (ad es. L10, una delle più impegnative in continuità, è stata protetta con 6 clessidre senza usare altro).

Molto adatti i kevlar, dadi, friend e tricam.

SALITA

L'attacco è in corrispondenza di un marcato diedro nero di 50 m, circa 70 m a destra, ma più in alto del conoide dell'attacco di "The change is life".

1)  L'attacco per raggiungere il diedro nero si trova in una rientranza giallo-nera 70 m a destra della Keller (45m, III; 1sp lungo, all'inizio di un diedro obliquo).

2)  Il diedro (10 m; 1sp) porta nel diedro principale che si percorre per tutta la lunghezza uscendo a destra su una comoda cengia (50 m; VI; 5 sp.; 1 sp. lungo).

3)  Seguire la fessura (spit) ed evitare poi a sinistra un tetto giallo.

Continuare per la placca seguente. Sosta a sinistra di un canalino (55 m; VII-, cl.; 2 sp).

4)  Per rocce facili  30 m ed una placca di 20 m (IV+) ad una sosta in una fessura a destra dei tetti a scala rovescia (50 m; spit).

5)  Obliquare a sinistra su placca fino al muro verticale di una caratteristica fascia che sovrasta i tetti a scala. (2 sp + cl) per circa 15 m. (50 m; VI+; 2 sp).

6)  Diritto per parete verticale (clessidre), passando a sinistra di un tetto (50 m; V+; 2sp).

7)  Sempre diritto per altri 50 m; clessidre (V+; 2sp).

8)  Alzarsi per 20 m fino ad imboccare un diedro che porta alla base di un pilastro su una comoda cengia (55 m; V-; clessidre; 2sp).

9)  Sormontare il pilastro e la lama, poi diritto per placche (1 spit), quindi a sinistra ad una rientranza con 2 cl.

Di nuovo in verticale per parete con cless. (55 m; VII-; 2 sp)

10)  Diritto per 30 m e puntare a sinistra a un piccolo tetto obliquo.

Superarlo e obliquare a sinistra per altri 10 m (55 m; VII-; 6 clessidre; 2 sp).

11)  In verticale per 15 m ad imboccare una fessura-diedro, poi 40 m per placche ad un comodo posto di sosta. Clessidre (55 m; V-; 2sp).

12)  30 m a destra per una facile rampa a gradoni (III; 2 ch).

13)  Diritto lungo il diedro fino ad una nicchia (clessidra).

14)  Superata una fessura strapiombante raggiungere la 'Diagonale Solleder' (1 ch + 1 cless.)

15)  Aggirare sulla destra il muro strapiombante con il quale iniziano le placche grigie della parte intermedia della via, raggiungendo una nicchia (35 m; V; 2sp).

16)  Uscire a sinistra in obliquo per 10 m poi diritti per placche compatte

(1 sp + cl) (45 m; VII-; 2 sp.).

17)  Spostarsi a sinistra, poi a destra su roccia gialla (sp), in verticale finché delle rocce più articolate permettono di attraversare a sinistra (sp+cl) verso un'apertura del grande diedro ad arco seguita da un pilastro a sinistra

(45 m; VII; 2sp).

18)  A destra 5 m (sp), poi a sinistra sotto un piccolo tetto (sp).

Superarlo (VIII-) e proseguire direttamente e sostare sotto la volta bianca del tetto che segna l'inizio della parte finale della salita. (45 m; clessidre e spit; VIII-; 2 sp).

19)  Lungo la colata nera (6 sp., A1), poi direttamente alla sosta sul bordo sinistro di una grande arcata (sp).

(40 m; 10 m A1 liberabili; VI; 2sp).

20)  In diagonale a sinistra fino alla macchia bianca, alla base di una parete bianco-gialla (50 m; IV+; 2sp).

21)  Superare la paretina in diagonale (sp+2cl) per 20 m, aggirare lo spigolo e tornare a sinistra sopra il punto di partenza su diagonali più facili (50 m; VII+; 2sp). Libro della via.

22)  Leggermente a sinistra su roccia lavorata (sp + clessidre), poi sempre in verticale (1 sp) fino alla fine delle difficoltà (60 m; VII-, 1 sp).

23-24)  Proseguire su rocce facili fino alla cima (80 m; III).

DISCESA: Vedere la via Comune

VIA   8         ATTACCO DIRETTO BETTEGA

ATTACCO DIRETTO BETTEGA - Parete Est-Nord-Est

Primi salitori:  Aldo Bettega-Giorgio Gilli-L. Gorza, 13 agosto 1956

Difficoltà:  TD-, V

Sviluppo:  500 m

Materiale:  soste presenti a chiodi e clessidre, Normale Dotazione Alpinistica

Tempi:  avvicinamento ore 1,40, salita ore 4-5, discesa ore 1,30

SALITA

L'attacco diretto Bettega, insieme alla via Solleder realizza un grande itinerario con difficoltà omogenee intorno al V° grado, che supera integralmente la parete Est, evitando la diagonale.

La direttiva della via è data dal grande costolone grigio e arrotondato che delimita a destra le 'Placche d'argento', rimanendo prevalentemente sulla destra e la via termina circa 50 m prima della fine della 'Diagonale' (1 ch. + cless.).

Dall'inizio del Sentiero del Cacciatore risalire al canalone che scende fra il Sass Maor e il Picco di Val Pradidali.

Accostare a destra il grande spigolo finché il canalone si spinge più in alto sotto le rocce, (40 minuti dalla Portela sul sent. 709).

Superato un salto iniziale, attaccare un colatoio da salire per una lunghezza di corda, dopo di che attraversare a sinistra e quindi diritto per la parete quasi verticale e scarsa di appigli fino a raggiungere lo spigolo della grande placconata.

Innalzarsi per terrazzini ghiaiosi (ometto).

Proseguire per 3 lunghezze di corda lungo lo spigolo fino ad un diedro di 10 m (chiodo alla base) che porta ad una spalla.

Da questo punto una parete verticale nel primo tratto e scarsa di appigli conduce ad una scheggia staccata gialla e strapiombante (visibile dal basso).

Superare con difficoltà la fessura-camino fra la scheggia e la parete fino ad una spalla ghiaiosa.

Proseguire per parete per 1 lunghezza di corda pervenendo a un'esile cengia, alla sinistra di un pilastro staccato, con una fessura-diedro (molto difficile, chiodo alla base).

Salirla prima in verticale e poi con breve traversata verso destra.

Continuare, sempre per parete, in direzione del grande diedro Solleder fino ad una grotta gialla (ometto); alcuni metri sopra la grotta raccordarsi con via di Solleder su una cengia di rocce detritiche gialle.

VIA    9         VIA BRUNO CREPAZ

Via “ BRUNO CREPAZ “ - Parete Est-Nord-Est

Primi salitori:  Paolo Leoni-Graziano Maffei, 1-4 settembre 1982

Difficoltà:  ED, VI+    Coefficiente di Difficoltà: 5954  Coefficiente Globale:  7144

(50*8) +(25*10)+(25*3) +(20*5)+(30*8) +(30*10)+(20*16) +(25*19) +(20*10) +(40*6) +(10*10)+(10*16)+(10*18)+(15*3) +(60*3) +(40*18) +(20*16)+(20*10) +(60*8) +(25*8)+(25*5) +(50*5) +(50*3) +(20*0,2) +(80*3) =  5954  780m.

Fattore di rischio:   3   (scala 1-4)   Impegno:  V   (scala 1-7)

Sviluppo:  1000 m.

Rischio: R4 (scala 1-6)

Materiale:  soste presenti a chiodi e clessidre, Normale Dotazione Alpinistica

Tempi:  avvicinamento ore 1,30, salita ore 12, discesa ore 1,30

È uno dei 5 grandi itinerari che percorrono la parete Est del Sass Maor, fuori dalla fascia delle placche grigio-argento.

La roccia è discreta, la via è lunga ed impegnativa.

L'attacco si trova nei canali grigi e levigati che scendono sulla destra del costolone della via Bettega.

Dopo aver percorso 4 lunghezze di corda della via Bettega, la salita si incunea nella grigia ed umida parete di destra e affronta una placca solcata da due fessure; supera la grande macchia bianca compresa fra i due tetti evidenti dal basso e la successiva placca grigia che immette direttamente in quella teoria di diedri e di rocce gialle e grigie che con dirittura ideale incidono il grande fianco Nord-Est del Sass Maor.

SALITA

1)  Salire la seconda fessura (50m, V).

2)  Superata la strapiombante strozzatura (V+), la fessura si allarga a "V".

Continuare sul lato destro (IV) e raggiungere una fessura orizzontale verso destra (50 m, 1 chiodo).

3)  Seguire la fessura verso destra e oltrepassato il camino nero che sale dal sottostante colatoio, affrontare in diagonale verso destra la placconata (V) puntando a un piccolo diedro soprastante (IV+) 20 m (50 m, 1 chiodo).

4)  Continuare per fessure superficiali (V+) in direzione del grande tetto soprastante fino alla fascia gialla strapiombante.

Scendere 2 m, traversare a destra per 3 m (VI), superare e contornare placche gialle (VI) strapiombanti, arrivare a un terrazzino al limite destro del grande tetto (50 m, 10 chiodi).

5)  Superare direttamente il diedro che solca la grande macchia bianca visibile dalla valle (VI+, A2) e, oltrepassato verso destra il bordo del tetto (VI+, A2), continuare lungo le fessure che incidono la grande placconata nera (V).

Superare un breve salto verso sinistra, sostare sul lato destro di strapiombi gialli del sovrastante diedro grigio (45 m, 8 chiodi).

6)  Risalire in spaccata la fessura nera che incide il diedro (40 m, V-).

7)  Attraversare per cengia erbosa sul lato sinistro del grande diedro giallo e superata la parete grigia di sinistra che ha 2 salti strapiombanti (V+, VI, e VI+), continuare più facilmente (IV) per rocce nere e inclinate (45 m, 3 chiodi).

8-9)  Continuare in diagonale verso destra per fessure-diedro (passaggi di IV) fino ad un terrazzo alla base di un strapiombante diedro giallo, ottimo posto di bivacco (60 m).

10-11)  Dopo aver superato il forte strapiombo iniziale che presenta il diedro (VI+, A2), continuare sempre con grande difficoltà lungo le fessure che incidono il fondo del diedro (VI) e, superato sulla sinistra un secondo strapiombo friabile (VI+, A2), ritornare a destra per rocce più solide (V+) in centro al grande diedro.

Continuare su roccia strapiombante (VI+), fino a sostare su un gradino sul lato sinistro del diedro (80 m, 7 chiodi).

12)  Per rocce nere passare sopra il diedro e continuare per una fessura-camino (20 m).

13)  Continuare per fessura-camino contornando verso sinistra uno strapiombo giallo (15 m sopra), fino a sostare su un terrazzo ghiaioso alla base di una fessura a lama (40 m).

14)  Superata la fessura a lama che porta verso sinistra (IV+, sassi incastrati), scalare un piccolo diedro giallo-grigio fessurato e verticale (V). (50 m, 2 chiodi).

15)  Andare a destra per cengia, poi un muro verticale di 20 m, poi ancora a sinistra e oltrepassato uno stretto foro (per evitare la strapiombante e liscia parete), sostare alla base di un diedro-camino a blocchi instabili (50 m).

16)  Salire il diedro fino alla cresta (50 m, IV).

17)  Lungo la cresta fino ad incontrare la cresta Nord (20 m, III).

18-19)  Seguire la via normale sulla la cresta che presenta un altro breve salto (80 m, IV)

NB: i chiodi indicati nella relazione sono stati tutti lasciati ed i punti di sosta sono rimasti attrezzati, relazione dei Primi salitori.

DISCESA: Vedere la via Comune

 

VIA   10      VIA ALESSIO MASSAROTTO

Via “ ALESSIO MASSAROTTO ” - Parete Nord-Est

Primi salitori:  Lorenzo Massarotto-Leopoldo Roman, 9 luglio 1983

Difficoltà:  ED+, VI+  Coefficiente di Difficoltà: 4286  Coefficiente Globale:  5357

(150*0,5) +(50*5) +(35*5) +(20*8)+(25*3) +(20*3)+(25*6) +(20*0,5)+(20*3)+(5*10) +(50*0,2) +(30*0,2)+(30*3)+(10*6) +(45*5) +(20*6)+(20*16)+(10*8) +(15*8)+(10*16)+(10*18)+(10*3) +(25*0,5)+(20*3) +(25*2)+(25*0,5) +(50*0,5) +(10*10)+(20*16)+(20*8) +(25*8)+(25*3) +(45*6) +(50*3) +(50*3) +(25*3)+(25*5) +(50*0,7) = 4286  1130m.

Sviluppo:  1100 m.

Rischio: R5  (scala 1-6)

Materiale:  non presenti, oltre la Normale Dotazione portare chiodi, nuts e friends

Tempi:  attacco ore 1,30 (dal Rif. del Velo); salita ore 9, discesa ore 1,30

SALITA

La via sale sulla parte destra della parete Est, in basso sulla destra della variante Bottega, in alto lungo il pilastro grigio, a destra della Solleder.

1-2-3)  Salire per 3 tiri di corda lungo il raccordo Bettega (150 m, III, 1 chiodo).

4)  Traversare a destra fino alla base di un diedro da risalire (50 m, IV+, 1 chiodo).

5)  Proseguire lungo un colatoio superando una strozzatura ed un masso incastrato, fin sotto i grandi tetti bagnati

(35 m, IV+, 1 chiodo).

6)  Dalla sosta, traversare verso destra per 3 m, salire per 5 m, quindi traversare a destra (45 m, IV, V, senza chiodi).

7)  Traversare verso destra, per superare una placca, quindi obliquare a destra per un colatoio da risalire; punto di sosta a sinistra del colatoio (45 m, IV, V-, 2 chiodi).

8)  Verso destra per costole sotto un grande diedro nero bagnato; alla base traversare a destra aggirando lo spigolo, quindi salire una placca, e poi, leggermente in obliquo a destra, raggiungere una grande banca

(45 m, III, IV, V+, senza chiodi).

9)  Traversare verso sinistra per gradoni (50 m, II, senza chiodi).

10)  Traversare a sinistra calandosi leggermente, superare una placca, quindi salire per un diedro grigio

(70 m, II, IV, V-, senza chiodi).

11)  Continuare per il diedro (45 m, IV+, 1 chiodo).

12)  Per il diedro fin sotto un tetto, evitarlo sulla destra, e poi ancora lungo il diedro fin sopra a un grande pilastro

(50 m, V-, VI, V, senza chiodi).

13)   Salire in obliquo verso destra fino alla base di un dìedro, risalirlo per 3 m, poi a destra su per placca.

Superare la placca, quindi obliquare a destra fino ad una fessura-diedro.

Risalire la costola di destra fino ad una banca (45 m, V, VI, VI+, IV, senza chiodi).

14)   Obliquare verso sinistra su costole, fino a una nicchia (45 m, III, IV, 1 chiodo).

15)  Diritti per una fessura fino a gradoni e poi un colatoio (50 m, IV-, IlI, senza chiodi).

16)  Nel colatoio di destra, quindi, risalendo gradoni, fino alla base del pilastro superiore (50 m, III, senza chiodi).

17)  Salire lungo un pilastro appoggiato per 5 m, poi traversare sulla parte a sinistra e salire in obliquo fino ad una nicchia (roccia insidiosa), uscire a sinistra e salire diritto fino ad una seconda nicchia (50 m, V+, VI, V, 1 chiodo).

18)  Dalla nicchia uscire a sinistra, poi diritti fino ad un gradone, proseguire sul pilastro (50 m, V, IV, 1 chiodo).

19)  In obliquo verso destra, per traversare poi a sinistra, quindi diritto e nuovamente a sinistra fino alla sosta

(45 m, V-,senza chiodi).

20)  Diritto fino ad un terrazzo (50 m, IV, 1 chiodo).

21)  Diritto fino ad una banca inclinata a sinistra, e poi fino a una caverna (50 m, IV, 1 chiodo).

22)  Uscire a sinistra, quindi salire un pilastro; uno strapiombo evitarlo a sinistra, e poi ancora a destra e diritti

(50 m, IV+, IV, senza chiodi).

23)  Diritti fino a sbucare sulla Via Normale (50 m, III+, senza chiodi).

Per la via normale in vetta.

DISCESA: Vedere la via Comune

VIA    11       VIA     CASTIGLIONI-DETASSIS

Via CASTIGLIONI-DETASSIS - Parete Sud-Est

Primi salitori:  E. Castiglioni-B. Detassis, 26 luglio 1934

Difficoltà:  TD, V+   Coefficiente di Difficoltà: 3116  Coefficiente Globale:  3583

(25*6)+(25*14) +(50*5) +(40*0,5) +(50*10) +(50*5) +(60*3) +(55*0,2) +(50*5) +(50*0,7) +(210*5) +(100*0,5)+(100*0,2) = 3116 865m.

Sviluppo:  oltre 800 m.

Rischio: R3 (scala 1-6)

Materiale:  soste presenti a chiodi e clessidre, Normale Dotazione Alpinistica

Tempi:  attacco ore 1,40 (dal Rif. Al Velo); 3 (da Fosna), salita ore 6, discesa ore  1,30

SALITA

Grande scalata su buona roccia in uno degli ambienti più suggestivi delle Pale.

Andare all'attacco come per la Via Solleder, dalla Val Pradidali o dal Rifugio Velo.

Nell'ultimo tratto, invece di salire allo sbocco del canalone che scende dalla Sella della Banca Orba, puntare più a sinistra allo sbocco del canalone che scende tra la Cima della Stanga ed il Sass Maor finché si trova lo sbarramento di una torretta gialla.

Dal Boàl dei Pissòti sul sent. 742 "del Cacciatore" salire il canalone che scende tra il Sass Maòr e la Cima della Stanga, finché è sbarrato da una torretta gialla, dietro la quale s'interna un canale con neve e blocchi incastrati.

Senza entrare nel canale salire a destra fin sotto una parete nera che guarda lo sbocco del canale (ore 2 dalla Portela all'inizio del sent. 742).

Attaccare la fessura che sale nella parete nera, superare uno strapiombo (V) e una strozzatura (V+).

Dopo altri 30 m. raggiungere con rocce più facili un terrazzo detritico sotto lo spigolo liscio e con una enorme placca levigata.

Dal limite sinistro del terrazzo spostarsi un pò a sinistra per salire una fessura strapiombante (V+) fino a raggiungere una nicchia proprio sullo spigolo.

Continuare pressoché sul filo dello spigolo; passare una nicchia rossa, uno strapiombo, un'altra nicchia 2 m. a sinistra, un nuovo strapiombo per raggiungere ad una lista obliqua larga pochi cm. da salire fino alla fine.

Attraversare poi a destra 4 m. ad un punto di sosta (25 m. dalla nicchia sul filo dello spigolo).

Proseguire in verticale per parete 30 m. e per un caminetto, seguito da rocce meno ripide e da un lungo canale, che giunge all'intaglio dietro al 1° risalto dello spigolo (IV e III+; circa 80 m.).

La scalata prosegue lungo una parete grigia in leggero obliquo a sinistra e, per un camino verticale a sinistra dello spigolo (IV) fino ad una nicchia, dalla quale si esce a sinistra (V).

Alzarsi lungo una strozzatura (V-) e continuare a  lungo per un camino e una serie di fessure verticali fino all'intaglio del 2° risalto dello spigolo (IV+).

Salire un diedro giallo (V+), poi per la parete incavata fin sotto uno strapiombo.

Obliquare leggermente a destra (V+) fino ad una nicchia dalla quale si attraversa a sinistra all'inizio del camino terminale.

Risalire il camino (V+) raggiungendo rocce più facili.

Deviare a destra e dopo circa 150 m. di III e II grado raggiungere la cima.

Seguire le indicazioni dello schizzo, tenendo presente l'ottima alternativa della variante d'attacco che passa sulla destra e ritorna sull'originale all'inizio della 3° lunghezza.

 DISCESA: Vedere la via Comune

VIA   12         RACCORDO SCALET-FRANZINA  

Primi salitori:  Samuele Scalet-G. Franzina, 24 luglio 1961

Sviluppo:  650 m

Valutazione estesa:    IV+, 10 m. A0  Fattore di rischio:   2   (scala 1-4)   Impegno:  III   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  TD-

Roccia:  ****  (scala 1-5)

Soste:  sì a chiodi e clessidre

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Sud-Est

Avvicinamento:  ore 3 

Tempo di salita:  ore 5

Tempo di discesa:  ore  1,30

Vedi Schizzo

DESCRIZIONE

Seguire l'itinerario 3 ("Biasin") fino alla sosta S6, poi dove la S7 gira decisamente a destra verso la parete gialla,  proseguire verso sinistra per una fessura dì 40 m (IV+) nel fondo di un diedro fino ad un intaglio.

Continuare dietro per 50 m alla base di un camino.

Salire la parete di destra per una fessura fino ad un buon posto di sosta (10 m A0).

Dopo altri 50 m, prima nel camino poi sulla parete dì sinistra (IV+), raggiungere la spalla dove arriva l' 11° lunghezza della "Castiglioni-Detassis".

Si può continuare per quest' ultima oppure tenersi su una linea indipendente sulla parete di sinistra.

DISCESA: Vedere la Discesa della Via comune (Itin. 1).

VIA   13      VIA SCHERZI D'ESTATE

Primi salitori:  A. Bertinelli-R. Corona, 10 agosto 1990

Valutazione estesa:    VI+     Fattore di rischio:   3   (scala 1-4)   Impegno:  III   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  ED-  Coefficiente di Difficoltà: 3890  Coefficiente Globale:  4668

(50*10) +(50*8) +(50*5)+(50*8) +(40*16) +(50*8) +(50*16) +(100*5) =  440m.

Sviluppo:  550 m.

Rischio: R4

Roccia:  ****  (scala 1-5)

Soste:  sì a chiodi e clessidre

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Sud-Est

Avvicinamento:  ore 1,40 (dal Rif. Al Velo); 3 (da Fosna) 

Tempo di salita:  ore 4

Tempo di discesa:  ore  2

Vedere schizzo

DESCRIZIONE

Andare all'attacco come per la Via Solleder, poi da questa si dirama a sinistra 30 m prima della via Biasin.

1)  Con 1 tiro verticale di 50 m (V+) sostare su una clessidra. Lasciato un cordino intermedio su una clessidra per segnare la via.

2)  Salire in verticale su roccia ottima per altri 50 m (V) sosta su friend e clessidra.

3-4)  Sempre in verticale per altri 100 m su roccia facile (IV+, V) fino ad arrivare dove il grande spigolo di sinistra forma un grande diedro aperto con la parete principale del Sass Maor.

5)  Da qui in poi proseguire verticalmente sulla parete sinistra del diedro (40 m, VI) sosta su friend.

6)  Obliquare verso lo spigolo (50 m, V), raggiungere la cima del gran pilastro che forma lo spigolo.

7)  Qui si incrocia la via Castiglioni che dal punto di sosta in comune prosegue obliquando verso destra per una evidente fessura, mentre la via "Scherzi d'estate" obliqua a sinistra (50 m, VI+).

8)  Da questo punto di sosta salire per 100 metri per facili rocce fino alla vetta (IV+)

DISCESA: Vedere la discesa della Via comune (Itin. 1).

VIA   14      VIA   LARITTI-PAGANI

Primi salitori:  B. Laritti-G. Pagani, 30 luglio 1974

Sviluppo:  500 m

Valutazione estesa:    VI-, A1     Fattore di rischio:   3   (scala 1-4)   Impegno:  III   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  TD

Roccia:  ****  (scala 1-5)

Soste:  50 %

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Sud

Avvicinamento:  ore 1,40  

Tempo di salita:  ore 6

Tempo di discesa:  ore  1,30

DESCRIZIONE

Dal Rifugio Velo, per il sentiero che porta alla via normale del Sass Maor, risalire il canalone della normale fino a prendere il ramo che scende tra il Sass Maor ed il C.le Luigia (Boal dei Pissotti).

Scendere il canalone con una corda doppia da 20 m e poi una seconda da 30 m intervallate da qualche passaggio ( II, III) fino ad un altro ancoraggio (2 ch).

Attaccare da questo punto raggiungendo una fessura (IV+) e dopo circa 5 m traversare a destra fino a un canalino che, trasformandosi in cengia, porta sullo spigolo sotto uno strapiombo.

Girare a destra per poi salire diritti ad un diedro (IV+) che riporta sullo spigolo.

Seguire lo spigolo fino a dove si alza strapiombante e giallo sopra una larga piazzola.

Salire leggermente a destra per placca per 10 m sino ad un terrazzino con chiodo.

Proseguire in leggero obliquo a sinistra per un poco marcato diedro e quando questo diventa strapiombante traversare a destra su placca (cuneo).

Proseguire diritto per un diedro di 2 m (chiodo), traversare poi a sinistra per 3 m per raggiungere e salire un diedro giallo (2 chiodi) al termine del quale traversare a destra per 5 m (2 chiodi) ad un comodo punto di sosta (V+, VI-, A1).

Proseguire in diagonale fino a prendere una fessura vicino allo spigolo.

Traversare a sinistra oltrepassando lo spigolo in completa esposizione. (V+, VI-).

Seguire la sovrastante fessura-camino per 40 m raggiungendo un punto molto comodo dove lo spigolo perde la verticalità e offre minore difficoltà.

Salire sulla sinistra e poi a destra della fessura raggiungendo delle rocce più facili.

Seguirle sulla destra fino ad un intaglio e raggiungere la vetta.

DISCESA: Vedere la Discesa della Via comune (Itin. 1).

VIA   15         VIA   NUREYEV

Via  NUREYEV - Parete Sud-Sud-Est

Primi salitori:  Maurizio Zanolla-Mariano Lott-Alfredo Bertinelli, agosto 1993

Salita poi in libera da M. Zanolla e Walter Bellotto il 21 settembre 1993

Difficoltà:  ED+, 7c / 8  Fattore di rischio:   3 (scala 1-4)   Impegno:  V  (scala 1-7)

Sviluppo:  300 m

Materiale:  soste presenti a spit

Tempi:  attacco ore 1,40 (dal Rif. Al Velo); 3 (da Fosna), salita ore 6, discesa ore 1,30

SALITA

7 magnifiche lunghezze di alta difficoltà con forte esposizione e roccia solidissima.

Andare all'attacco per la "Via Biasin" fino alla Lunghezza 8. Qui la via si dirama a sinistra.

 DISCESA: Vedere la via Comune

VIA   16        VIA   NORMANN  NERUDA

Primi salitori:  A. Tavernaro-L. Normann-Neruda, 26 agosto 1893

Sviluppo:  300 m

Valutazione estesa:    III     Fattore di rischio:   3   (scala 1-4)   Impegno:  II   (scala 1-7)

Difficoltà complessiva:  PD

Roccia:  **  (scala 1-5)

Soste:  sì a chiodi e clessidre

Materiale:  Normale Dotazione Alpinistica

Esposizione:  Nord

Avvicinamento:  ore 1 

Tempo di salita:  ore 3

Tempo di discesa:  ore  1,30

DESCRIZIONE

Si tratta della via della prima ascensione al Sass Maor, poco ripetuta per la scadente qualità della roccia.

Andare all'attacco dal Rifugio Velo, per la Ferrata del Velo (739) fino alla conca erbosa dell'alta Val de la Vecia, mirando ad una coppia di camini.

Scegliere normalmente quello di sinistra, ma se è bagnato si può salire più a sinistra per facili caminetti e paretine, rientrando a destra dopo 150 m.

Continuando si raggiunge un piccolo intaglio che si oltrepassa raggiungendo una cengia in leggera discesa, per arrivare ad una marcata forcella sulla cresta tra parete Est e Nord-Ovest.

Poco sotto la forcella da lato NW, salire un camino con rocce instabili per 15 m, quindi a destra per raggiungere un altro camino da salire interamente.

Da qui, obliquando a sinistra, si arriva ad un cengia sotto la cima; ancora a sinistra fino ad arrivare ad uno stretto camino da salire per 15 m uscendo poi a sinistra per 10 m si arriva ad un altro camino che porta in vetta.

DISCESA: Vedere la Discesa della Via comune (Via 1).